Prima il caso Colosseo, ora i rilievi del ministero sulle procedure delle maxi pubblicità. Nlaggioni: ponte dell'Accademia, parteciperà qualcuno? VENEZIA - Un anno fa alla firma della convenzione tra il patron di Tod's, Diego Della Valle, e il Ministero per il restauro milionario del Colosseo tutti a Venezia avevano esultato e fatto un appello agli imprenditori veneti: «Seguite l'esempio di Della Valle». Ora però che, a dodici mesi esatti dalla firma, è scattata l'inchiesta romana di Corte dei conti e Procura, Venezia trema. Il motivo? Con le inchieste in corso e i rilievi sulle gare si teme il fuggi fuggi generale degli sponsor. Non solo. In questi giorni è arrivata alla direzione regionale dei Beni culturali la relazione dell'ufficio legale del ministero che due anni fa aveva aperto un'indagine sulla maxi affissioni. Si parla di criticità giuridiche nelle procedure seguite. «Dobbiamo presto pubblicare il bando per il restauro dell'Accademia, si presenterà qualcuno?», pone il problema l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni. Per il maquillage al ponte di Rialto le trattative con Renzo Rosso patron di Diesel sono ancora in corso, si trovasse l'accordo il Comune farà comunque un bando di evidenza pubblica Più o meno come è successo per la vendita di Ca' Corner della Regina alla Fondazione Prada. «Agiamo nel totale rispetto delle leggi», sottolinea Maggioni. Ma la «stretta» arrivata da Roma preoccupa. «A fine partita rischia di perderci la collettività, senza il contributo dei privati non siamo in grado di portare avanti i restauri e i beni si deteriorano». Il Comune attende di capire cosa dice la relazione del ministero che ha indagato sulle maxiaffissioni di piazza San Marco per pagare i restauri. Nell'occhio del ciclone sono finite le pubblicità all'Ala Napoleonica, alla Zecca e sulla facciata della biblioteca Marciana. Non fossero poi terminati i lavori a palazzo Ducale, è facile che scatterebbero controlli anche sul contratto del 2007 tra Comune e Dottor Group, che all'epoca fu pioniere del settore e non passò per alcun bando. Il primo verbale già chiuso è stato inviato alla Direzione regionale per i beni culturali che ora ha chiesto ulteriori approfondimenti. «Quella delle maxiaffissioni è una questione annosa, il problema è l'incertezza del quadro legislativo di riferimento - spiega Franco Miracco, consigliere per le questioni culturali del Ministero - il problema è nazionale non solo veneziano». Dopo di che per Miracco Venezia rappresenta un caso «macroscopico» e deve aprire una seria riflessione culturale sull'uso della città. Un punto su cui è d'accordo anche il sindaco Giorgio Orsoni. «Non so nulla della relazione ministeriale sulle affissioni curate dalla Soprintendenza - dice - è un tema che dobbiamo assolutamente affrontare». I restauri sono necessari per tutti, è evidente. Il nodo è come conciliare sponsor e opere d'arte. «Nessuno mette in dubbio la passione e la sensibilità della Soprintendenza - precisa Miracco - ma bisogna uscire dall'incertezza giuridica, per questo il Ministero sta lavorando a linee guida». Fosse per Miracco, per esempio, lo stand natalizio della Thun a fianco della Basilica queste linee guida non lo ammetterebbero. «In generale - dice - serve un codice visivo che non leda del tutto il godimento dell'opera». Le linee guida su restauri e sponsorizzazioni sono annunciate ormai da due anni (le aveva annunciate già l'ex ministro Sandro Bondi quando è scoppiato il caos sulla pubblicità di Coca Cola al Ducale) e tutti a Venezia sperano che ora arrivino davvero.
Venezia. Mibac: restauri, criticità giuridiche. Ca' Farsetti teme la fuga di sponsor
Il Ministero per il restauro del Colosseo ha aperto un'inchiesta sulla maxi pubblicità sulle opere d'arte a Venezia. La convenzione tra il patron di Tod's, Diego Della Valle, e il Ministero è stata firmata un anno fa, ma ora si teme che gli imprenditori possano "fuggi fuggi" per evitare di partecipare alle gare. La relazione dell'ufficio legale del ministero ha criticato le procedure seguite per le maxi affissioni. Il Comune di Venezia attende di capire cosa dice la relazione del ministero per pagare i restauri. Le pubblicità sono state tolte da alcune opere d'arte, come la Zecca e la facciata della biblioteca Marciana.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo