POGGIOMARINO. Dopo i gruppi archeologici e le associazioni culturali, scendono in campo anche le scuole contro la chiusura degli scavi di Longola. Gli istituti scolastici di Poggiomarino e dei comuni limitrofi non sono stati sordi all'appello lanciato da "Terramare 3000", da 12 anni in prima linea per la tutela e la salvaguardia dell'area. L'associazione ha convocato per oggi alle 11, in piazza De Marinis, una manifestazione pubblica che coinvolgerà centinaia di studenti e che intende sensibilizzare istituzioni e cittadini sull'importanza del villaggio preistorico di Longola, una vera e propria "Pompei" dell'età del Bronzo. Insieme a loro, gli attivisti che da domenica presidiano il sito impedendo di fatto l'arrivo dei camion carichi dell'argilla che avrebbe sotterrato gli oltre 130mila reperti archeologici e faunistici rinvenuti finora. «Il patrimonio culturale rende unico il nostro paese - riferisce Linda Solino, responsabile di "Terramare 3000"-. L'abbandono e il degrado offendono la memoria e l'identità storica e mortificano ogni speranza di riscatto del territorio. Sono queste le motivazioni che hanno indotto la convocazione della manifestazione ed è questo che ha spinto le associazioni a chiedere sostegno e partecipazione a tutte le scuole e agli studenti, per stimolare maggiormente in loro il senso civico». Il gruppo archeologico di Poggiomarino lancia inoltre un appello «alle scuole, ma anche alle testate giornalistiche e agli altri presidi culturali e sociali della Campania, a sottoscrivere un appello al ministro dei Beni e delle attività culturali, Lorenzo Ornaghi, affinché si impegni a salvare Longola». Solo da via del Collegio Romano potrebbe, difatti, giungere il via libera allo stanziamento dei due milioni di euro necessari al completamento degli scavi. Alla manifestazione, intitolata "Più cultura meno chiusura", hanno aderito anche esponenti del mondo della politica regionale e nazionale. Proprio negli ultimi giorni si erano interessati alla vicenda il consigliere regionale del Pd Antonio Marciano e il vice presidente della Regione Campania, Giuseppe De Mita. Il primo aveva lanciato un appello per il reperimento di tre milioni al fine del completamento di tutti i lavori necessari per giungere all'apertura al pubblico del sito; l'altro ha formalmente promesso una cifra destinata alla valorizzazione immediata dell'area, di competenza proprio dell'Ente di Santa Lucia. Fronte comune anche dai sindaci della valle del Sarno, tutti uniti nella lotta dell'amministrazione comunale di Poggiomarino contro l'interramento degli scavi. Proprio dalla casa comunale martedì mattina potrebbero giungere nuove sul destino di Longola. Per quella data è previsto un tavolo a cui parteciperanno Comune, Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei e Regione. Ammessi all'incontro anche gli attivisti con un loro rappresentante.
Scavi d Longola, in campo anche gli studenti
In Poggiomarino, le scuole e le associazioni culturali si sono unite contro la chiusura degli scavi di Longola, un villaggio preistorico dell'età del Bronzo. L'associazione "Terramare 3000" ha convocato una manifestazione pubblica per sensibilizzare istituzioni e cittadini sull'importanza del sito. Gli attivisti hanno bloccato i camion carichi di argilla che avrebbero sotterrato gli scavi. Il patrimonio culturale rende unico il paese e l'abbandono e il degrado offendono la memoria e l'identità storica. Le scuole e le associazioni chiedono sostegno e partecipazione per stimolare il senso civico.
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