Il ministro Clini: ridurre il rischio per l'ambiente. Il comune di Campo nell'Elba già nel 2010 aveva chiesto di interdire il traffico delle grandi navi vicino Pianosa. E a Venezia un comitato è attivo da anni. Cosa intendete fare dopo la tragedia del Giglio? «Non c'è dubbio che bisogna voltare pagina. Questi condomini galleggianti stanno diventando un problema ambientale serio. Lungi da me l'idea di penalizzare le crociere, ma è inaccettabile che queste navi vengano usate come vaporetti». Si aspetta una tragedia per muoversi? «Non è così. Il passaggio delle grandi navi in aree sensibili era già alla nostra attenzione. Qualche settimana fa, quando era uscito un rapporto che segnalava i problemi legati al traffico nel bacino di San Marco, avevo detto che era opportuno collegare la gestione del problema al progetto di un porto fuori dalla Laguna per il traffico industriale e passeggeri sulle grandi navi». Con che tempi? «Anche brevi. Si potrebbe utilizzare l'infrastruttura già costruita a mare per il montaggio dei cassoni del Mose, e che altrimenti andrebbe smontata. Ne ho già parlato con il sindaco di Venezia e il presidente dell'Autorità portuale». Ma com'è possibile regolamentare un traffico di quel genere in tutte le aree sensibili? «Ci sono due questioni. La prima riguarda le norme di costruzione: visto che quelle navi hanno a bordo quantità importanti di combustibile, probabilmente bisognerebbe prevedere il doppio scafo almeno per la parte che riguarda i serbatoi. C'è poi il tema delle rotte: bisogna regolamentarle affinché si riduca il rischio per l'ambiente. Oggi abbiamo limitazioni al traffico marittimo solo per le aree protette». Allora vieterete la navigazione anche in altre zone sensibili. «Potrebbe non essere la soluzione più rapida. A pelle preferirei un accordo volontario tra armatori e ministero dell'Ambiente. Ma se questo non fosse possibile, o sufficiente, interverremo con norme. O nazionali od ordinanze delle Capitanerie. Certo un problema c'è e non solo per una scelta a dir poco errata del comandante. Quello che è successo si fonda in una consuetudine. E questo è inaccettabile e va cambiato». Pensate di riuscire a evitare un disastro ecologico al Giglio? «Ci auguriamo di sì. In ogni caso abbiamo i nostri mezzi antinquinamento pronti a intervenire e io stesso domani sarò alla prefettura di Livorno». È vero che pensate a una tassa sulla movimentazione dei prodotti petroliferi per avere più fondi perla lotta all'inquinamento da idrocarburi? «Ci stiamo lavorando con il ministro Passera. Chi movimenta il petrolio non è alla canna del gas, e potrà certamente sostenere un contributo limitato. Di certo i fondi oggi a nostra disposizione sono inadeguati».
ISOLA DEL GIGLIO - Maxi-navi nelle aree sensibili Traffico da regolamentare.
Il ministro Clini ha espresso la sua preoccupazione per il rischio ambientale legato al traffico delle grandi navi vicino Pianosa e ha chiesto di interrompere il traffico in questa area. Ha anche parlato di un comitato attivo a Venezia che lavora per ridurre il rischio ambientale. Il ministro ha suggerito di collegare la gestione del problema al progetto di un porto fuori dalla Laguna per il traffico industriale e passeggeri sulle grandi navi. Ha anche parlato di regolamentare le norme di costruzione e le rotte per ridurre il rischio ambientale.
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