Il ministro Clini durissimo: usano queste nave come fossero vaporetti Rossi replica: quelle che vanno cambiate sono le regole di navigazione Il presidente degli armatori: cinquemila passeggeri sono troppi anche perscendere a terra per le escursioni, figuriamoci se si verifica un'emergenza ROMA Stop ai giganti turistici del mare nelle aree particolarmente sensibili delle nostre coste. Ed è polemica sulle rotte sotto costa delle maxi-navi da crociera. Il ministro dell'ambiente, Corrado Clini, interviene dopo il naufragio della nave Costa Crociere, Concordia, all'Isola del Giglio in Toscana. Area di parco nazionale e Santuario dei Cetacei. E proprio l'Arcipelago Toscano è tra le aree più a rischio in Italia insieme alla Laguna di Venezia. «Basta con la gestione di queste navi che vengono usate come se fossero dei vaporetti», ha detto Clini. «Questo - ha sottolineato il ministro - non è turismo sostenibile ma è turismo pericoloso. Dobbiamo intervenire rapidamente e con decisione per evitare che queste grandi navi arrivino vicino ad aree ambientalmente sensibili». Il ministro porta avanti una battaglia nella Laguna di Venezia per la quale ha rilanciato una proposta (datata 2004) di un terminal off-shore da realizzare fuori della laguna dove far approdare le navi passeggeri lunghe centinaia di metri e alte come palazzi. In Laguna con le crociere transitano 1,6 milioni di passeggeri l'anno, ed è il quarto scalo a livello europeo per transiti e il primo homeport (imbarco-sbarco). In campo scendono gli ambientalisti che lanciano l'allarme. Da parte degli armatori «le regole ci sono, basta rispettarle», ha detto la compagnia di navigazione Grimaldi Lines. «La tragedia della Costa ha colpito tutti noi - ha affermato il responsabile relazioni esterne della Grimaldi, Paul Kyprianou - ma le regole ci sono». «Sarà l'inchiesta a stabilire quello che è successo alla Costa e non tocca certo noi dirlo - ha concluso Kyprianou - quello che posso ribadire è che le regole per una navigazione sicura, per i passeggeri come per le aree ambientalmente sensibili, ci sono». Di parere opposto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: «Chiedo - ha detto - che le regole siano revisionate e verificate anche relativamente alla loro adeguatezza rispetto alle esigenze di un'area come quella dell'Arcipelago Toscano». Il presidente dell'Unione nazionale armatori da diporto Lino Ferrara, sottolinea che «5mila passeggeri imbarcati sulla stessa nave sono troppi. I tempi di attesa per sbarcare in ogni tappa prevista dalle escursioni sono dilatati e lunghi figuriamoci per l'abbandono della nave sia per incidenti gravi come quello accaduto l'altra notte all'isola del Giglio che, peggio ancora, in caso di condizioni meteomarine avverse».