BENI culturali nella bufera: Angelo Bottini, soprintendente archeologo a Firenze, sostituisce Adriano La Regina, mentre i sindacati affermano che «siamo al disastro»: «Una situazione periferica abbandonata a se stessa, esplosiva, drammatica per la tutela», poiché, in pochi mesi, andranno in pensione altri soprintendenti e direttori generali, che non potranno essere surrogati, perché il budget destinato alle spese per il personale non concede reintegri. Bottini, appena nominato spiega che «non me la aspettavo; c'è stata un'accelerazione dettata dalle troppe polemiche; penso che un'amministrazione vada avanti indipendentemente dai funzionari, anche da quelli epocali come La Regina». Sette anni a Firenze, e prima la Basilicata: «Questa era la ricerca; la Toscana invece le grandi scoperte, come le navi di Pisa, il misurarsi con le amministrazioni e la politica. A Firenze mi sono trovato bene». E Roma, che cosa è? «Tutti dicono il posto più bello al mondo per un archeologo e sarà vero; immagino anche grane adeguate alla bellezza, però da affrontare con la calma del caso». Succederà a La Regina: no? «Si è insediato a Roma quando io entravo al ministero; ha impostato una tutela con modi che prima non esistevano, è stato assai rigoroso; è una sfida è importante: La Regina lascia un segno molto forte, che sarà assai duraturo. Ma la tutela, in fin dei conti, è eguale dappertutto, no?». Evidentemente, ogni tentativo di trattenere in servizio La Regina, che pare minacciare ricorsi anche legali, è andato vanificato. E si è anche deciso di non seguire altre vie, pur ipotizzate, come accorpare le soprintendenze di Roma e Ostia Antica, retta da Anna Gallina Zevi. La Uil critica: a Firenze un reggente non basta. E non c'è solo lo scottante "caso La Regina" (sul quale in serata ha preso posizione Veltroni esprimendo "grande stupore e grande rammarico per la scelta di non confermare Adriano La Regina alla guida della Sovrintendenza archeologica di Roma nonostante gli impegni assunti"): sempre la Uil, con una dichiarazione di Gianfranco Cerasoli, segretario per i Beni culturali, dice che tra breve andranno in pensione, senza che sia possibile sostituirli, anche i direttori generali Mario Serio e Gian Marco Jacobitti; i soprintendenti archeologi Vincenzo Santoni (Cagliari), Elena Lattanzi ("regina" in Calabria) e Giuliana Tocco (Salerno, giurisdizione anche su Paestum); l'ispettrice centrale Maria Luisa Veloccia Rinaldi; la direttrice del museo d'arte orientale di Roma Donatella Mazzeo, «e altri dirigenti, oltre a Ernesto Milano, sono in uscita dagli archivi e le biblioteche». Mentre, tra dieci giorni, se ne va, dopo 40 anni di servizio, Anna Maria Petrioli Tofani, la direttrice degli Uffizi, e solo qualche mese fa, la soprintendente di Bologna Jadranka Bentini, reputando «finito il sistema delle soprintendenze in cui eravamo cresciuti», ha lasciato la carriera statale, per dirigere il Museo delle Ceramiche di Faenza. Un'autentica emorragia. «E' il fallimento della riforma del ministro Urbani», dice il segretario della Cgil Libero Rossi: «Si nomineranno solo reggenti, e il blocco delle assunzioni costringerà a chiudere più di un museo». Il caso più delicato è ovviamente Roma: la lunga permanenza (assolutamente non sempre comoda, né tanto meno accomodante) di Adriano La Regina, non si può facilmente archiviare; tra gli archeologi, Angelo Bottini è uno dei dirigenti con più esperienza e capacità (sembra che Piero Guzzo, in carica a Pompei, si sia da tempo detto indsponibile), anche se forse più "malleabile" di chi sostituisce («non so se altrettanto autorevole», aggiunge Rossi): negli ultimi tempi, gli scavi da lui condotti a Firenze, all'uscita della Galleria degli Uffizi, hanno costituito il pretesto per bloccare la tanto contestata "pensilina" dell'architetto giapponese Isozaki. E, nel contempo, l'impegno assunto dal ministro Giuliano Urbani, di trattenere in servizio La Regina fino ai 70 anni d'età, cioé anni in più di quelli normalmente previsti, s'è infranto contro la carenza di fondi per il personale, anche se c'è chi pensa che qualcosa si potesse pur fare. La nomina di Bottini è stata decisa da Roberto Cecchi, al vertice del dipartimento "delle arti" anche se, secondo la Corte dei Conti che a lungo ha rifiutato di registrarne la nomina, manca dei necessari titoli; la sua strenua difesa operata dal Ministero è stata vana; solo un decreto legge gli permette ora d'esercitare il mandato: ma il Senato non l'ha ratificato, ora è all'esame della Camera e, se non sarà convertito, decadrà il 28 gennaio. Giuseppe Proietti, altro capo-dipartimento che si occupa d'innovazione e tecnologie, è a Nuova Dehli, con Caterina Bon Valsassina, alla ricerca di accordi per importanti restauri in due siti che l'Unesco tutela (grotte piene di graffiti dal II prima al VII secolo dopo Cristo), anche in vista del viaggio che il Presidente Ciampi compirà a metà febbraio; dice: «Dalle ultime notizie mi pareva che si sarebbe fatto di tutto per trattenere in servizio La Regina». Forse non è stato propriamente così.
A Bottini l'incarico di sostituire La Regina
Angelo Bottini è stato nominato nuovo soprintendente archeologo a Firenze, sostituendo Adriano La Regina. I sindacati hanno espresso preoccupazioni sulla situazione, affermando che molti funzionari, tra cui direttori generali e soprintendenti, andranno in pensione senza poter essere sostituiti. La Uil ha criticato la nomina di Bottini, affermando che non basta un reggente per gestire le spese per il personale. La direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani, e la soprintendente di Bologna, Jadranka Bentini, hanno lasciato la carriera statale per dirigere musei privati.
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