Ripuliti gli spazi sistemati gli arredi e restaurata la grande fontana che si trova al suo interno la restaurata fontana Lentini. Adottata da un gruppo di cittadini lentinesi, la storica villa Marconi, conosciuta con il nome di villa «badda», non avrà nulla da invidiare ai più famosi parchi cittadini. Grazie all'intenso lavoro di uomini volenterosi, la villa ha adesso il «look» che si meritava, reso più eloquente anche per l'artistica vasca, appena ristrutturata, di cui è dotata. L'idea di bonificare la zona, che da anni versava in uno stato di degrado e abbandono, si è concretizzata solo con l'intervento di un gruppo di residenti che, dopo aver costituito un comitato spontaneo, hanno impiegato alcune settimane per renderla un autentico biglietto da visita per la città. La posizione strategica di questo parco, da tempo abbandonato all'incuria dei soliti menefreghisti, ha fatto scattare una sorta di ribellione tra gli abitanti che, armati di rastrelli e attrezzi vari, hanno riportato agli antichi splendori questo storico sito. Villa Marconi o villa «badda», per meglio intenderci, è stata da sempre passaggio obbligato per centinaia di persone che dovevano raggiungere la vicina scuola, o come semplice tappa dei tanti pendolari che si dirigono a Carlentini. Senza tralasciare gli uffici comunali di via Macello, il museo archeoloGICO e ovviamente il centro storico. Promotori di questa apprezzata iniziativa sono stati i fratelli Testa, titolari dell'omonimo bar che si trova nei pressi della villa. Insieme a Francesco Narzisi, Francesco Scrofani, Marco Randone e molti altri «soci» che, con il supporto del sindaco, si sono attivati, a titolo gratuito, a fare piazza pulita di ogni genere di erbacce e di rifiuti. «Negli ultimi anni - commenta Benedetto Testa - si possono contare le nostre denunce contro l'incuria e la sporcizia, ma soprattutto contro la presenza di siringhe abbandonate. Era da tempo che ci chiedevamo come mettere fine allo stato di degrado in cui versava il nostro quartiere». Nel corso degli anni, numerose sono state le richieste dei residenti, all'Amministrazione comunale per bonificare e rendere più sicuro il parco. Ma per mancanza di fondi, il progetto presentato dal Comune non si è potuto realizzare nel modo desiderato. «La nostra opera di recupero - commenta Francesco Narzisi, altro elemento di punta del comitato spontaneo - è servita almeno a ridare il giusto decoro a tutto il quartiere. Non disdegnando sacrifici, ci siamo messi d'impegno lavorando per intere settimane e adesso siamo fieri dei risultati. Confidiamo nel buon senso di tutti i cittadini per far si che i nostri sacrifici non siano serviti a nulla. Ci stiamo attivando anche per organizzare manifestazioni di quartiere». Parole di apprezzamento arrivano anche dalla preside del vicino istituto comprensivo, Salvina Ragaglia, che ha tenuto a sottolineare: «Un gesto che fa onore a tutti i volontari che si sono prodigati a ridare decoro alla villa, soprattutto in una zona per la maggior parte frequentata da bambini». Si è trattato sicuramente di una iniziativa nobile, quasi una sfida, tesa a soddisfare le esigenze di tutti i lentinesi e che ha catturato l'attenzione anche del sindaco Mangiameli e del consigliere comunale Guido Mirisola, complimentatisi per la lodevole iniziativa. «Un ringraziamento - commenta il consigliere comunale Mirisola - va a tutti coloro che si sono prodigati con abnegazione compiendo un gesto di civiltà e di decoro insieme». Rosanna Gimmillaro 15012012
SICILIA - LENTINI - I Cittadini puliscono Villa Marconi. Dalla gente una lezione di civiltà
La storica villa Marconi, nota come villa badda, è stata restaurata grazie all'intenso lavoro di volontari. La villa, che era stata abbandonata e degradata, è stata pulita e restaurata, compresa la vasca artistica. Il progetto di bonifica della zona è stato avviato da un gruppo di residenti che hanno costituito un comitato spontaneo. La posizione strategica della villa ha fatto scattare una sorta di ribellione tra gli abitanti che hanno riportato gli antichi splendori del sito. I promotori dell'iniziativa sono stati i fratelli Testa, titolari di un bar vicino, insieme a Francesco Narzisi, Francesco Scrofani, Marco Randone e altri soci.
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