Era l'estate del 1932 quando, in occasione della festa della Madonna della Marina, veniva inaugurato il primo tratto del lungomare, descritto all'epoca come "una passeggiata a mare intitolata a S. A. Reale il Duca Tommaso di Genova". Il percorso storico della nostra città è fatto di tappe importanti nella direzione di uno sviluppo che, quando è stato ben ponderato, ha prodotto realtà urbanistiche di grande efficacia estetica e funzionale. Tra queste va annoverato in primo luogo il lungomare, progettato dall'ingegnere Luigi Onorati all'interno di una visione aperta e armoniosa degli spazi costieri nel loro rapporto dinamico con il mare. Il mare della pesca, solcato nel tempo da lancette, paranze e motopescherecci, nei primi decenni del '900 si andava aprendo sempre più alle esigenze del turismo balneare che richiedeva una più appropriata organizzazione degli spazi e delle strutture necessarie. Molto rappresentative di questo connubio tra le due anime del nostro mare ci sembrano alcune immagini raccolte nella cartella per l'ottantesimo anniversario del lungomare che il Circolo dei Sambenedettesi ha destinato ai soci nell'anno 2012. Lì si vedono, nel tratto costiero centrale del paese, file di casotti sulla spiaggia a ridosso delle balaustre, mentre nel mare convivono bagnanti, barche a vela e barche a motore in attività di pesca. Sono passati 80 anni da quando, con il primo tratto di lungomare, si è avviata quell'avventura progettuale che avrebbe garantito a San Benedetto un salto di qualità negli assetti urbanistici capace di imporre la nostra città, così povera di attrattive architettoniche, all'attenzione nazionale. Il Circolo dei Sambenedettesi sostiene l'importanza di questo anniversario non tanto perché la ricorrenza degli 80 anni sia in sé molto significativa, quanto per le prospettive che essa può suggerire oggi, nel momento in cui si porta avanti la modernizzazione dell'intero asse stradale con impianti annessi e connessi. L'occasione semplicemente ci invita a fare e a chiedere una riflessione sul percorso di crescita del lungomare, a partire da quei momenti iniziali quando, proprio grazie a Onorati, si impose un'idea di spazialità aperta che poi determinò la bellezza e la godibilità dei luoghi marini fino alla Rotonda di Porto d'Ascoli. Un patrimonio urbano che mantiene intatto il suo valore nonostante gli anni, proprio perché inizialmente progettato con intelligenza e lungimiranza. Un insegnamento utile soprattutto oggi, quando la città fortemente antropizzata e cementificata vive momenti di calca e di asfissia. Dobbiamo molto all'ingegner Onorati ed è per questo che da qualche anno il Circolo gli sta dedicando attenzione nella speranza di poter realizzare quanto prima un'opera che consenta di raccogliere a San Benedetto e studiare tutti i documenti cartacei (analisi del territorio, progetti, immagini, notizie) che testimoniano la sua capacità di dare basi durature a quella che sarebbe stata, anche grazie a lui, la città del futuro. Presidente del Circolo dei Sambenedettesi domenica, 15 gennaio 2012