Oltre a mettere i bastoni tra le ruote il sindacato Uil Beni Culturali ribatte al sindaco che i soldi pubblici per tamponare le urgenze del Colosseo «ci sono» eccome! La denuncia arriva proprio nel giorno dell'ultimo crollo. «La soprintendenza archeologica di Roma, secondo i dati del ministero, ha in cassa ad oggi 82,3 milioni di euro». E dunque il sindacato chiede al ministro Lorenzo Ornaghi e all'ex commissario straordinario per l'archeologia di Roma oggi sottosegretario ai Beni Culturali Cecchi «perchè non utilizzare queste risorse?». Visto che il restauro del Colosseo «lo vogliamo tutti» prosegue il sindacato, «iniziamo a dire che le risorse per iniziare ci sono, ma accertiamo anche le responsabilità di chi pur disponendo di ingenti risorse non le spende». All'interno del sindacato, però, non sono tutti d'accordo. Sandro Biserna, Segretario Responsabile della UIL FPL del Lazio è molto preoccupato. «Siamo arrivati al ridicolo lo ripeto: questi sono i reali motivi per i quali non si fanno investimenti nel nostro Paese. Ora, da cittadino di Roma, mi pongo una domanda e la pongo alle istituzioni (compresa la magistratura contabile e non): se la famiglia Della Valle, come ha già minacciato, coinvolta suo malgrado in una vicenda di questa portata, recede dal contratto di sponsorizzazione cosa succede al Colosseo?». Il segretario ha l'impressione che si stia dando un calcio a una grande opportunità. «I lavori sono necessari, urgenti e indispensabili: lo Stato, gli enti locali non hanno soldi e i lavori non inizieranno mai. E se, nel frattempo, il degrado inizia a far peggiorare la solidità, la stabilità dell'Anfiteatro, se iniziano a cadere intonaci, parti di marmo, o come a Pompei intere pareti, chi potrà intervenire? Chi pagherà danni enormi per tutta l'umanità, chi pagherà per le mancate entrate dei turisti che non potranno visitare il Colosseo per motivi di sicurezza? Chi pagherà per gli stessi dipendenti che perderebbero il posto di lavoro?» Per assurdo «i cittadini romani dovrebbero costituirsi parte civile contro i soggetti che hanno impedito la realizzazione dei lavori per la salvaguardia del Colosseo».
ROMA - Uil-Beni Culturali. La denuncia del sindacato che ha fatto partire i ricorsi: La soprintendenza ha i soldi in cassa
Il sindacato Uil Beni Culturali ha denunciato al sindaco che i soldi pubblici per tamponare le urgenze del Colosseo ci sono. La soprintendenza archeologica di Roma ha in cassa 82,3 milioni di euro. Il sindacato chiede al ministro Lorenzo Ornaghi e all'ex commissario straordinario per l'archeologia di Roma di utilizzare queste risorse per il restauro del Colosseo. Tuttavia, all'interno del sindacato non sono tutti d'accordo. Sandro Biserna, Segretario Responsabile della UIL FPL del Lazio, è preoccupato per la mancanza di investimenti nel Paese.
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