ROMA - «Quella nave era tre miglia fuori rotta. Forse volevano provare il brivido del paesaggio ravvicinato, delle luci del Giglio a portata di mano, quasi fossero in cabina? Si è visto come è finita. La navigazione di questi giganti del mare, vere città galleggianti, ha bisogno di maggiori certezze: turismo non vuol dire incoscienza». Mario Tozzi, il geologo del Cnr fino a pochi giorni fa presidente del parco dellarcipelago toscano, commenta il naufragio della Concordia. Come è possibile affondare così vicino a un porto? «La dinamica dellincidente è incomprensibile, non capisco perché non abbiano visto quei semafori vicinissimi: è come se la sala comandi fosse stata vuota. Naturalmente sarà linchiesta ad accertare quello che è realmente accaduto. Ma ora bisogna capire come evitare che un fatto del genere possa ripetersi». Ad esempio discutendo le regole daccesso alle aree marine protette? «Appunto. Come presidente del parco dellArcipelago Toscano avevo proposto che le petroliere venissero escluse dal santuario dei cetacei, il triangolo che va dalla Costa Azzurra alla Corsica e alla riviera toscana». In questo caso non si trattava di una petroliera. «Daccordo, ma è pur sempre una nave che ha in pancia più di duemila tonnellate di carburante: laccesso va disciplinato. Cosa succederebbe se questo gasolio si riversasse in un ecosistema molto fragile? Se andasse a contaminare una barriera corallina o una prateria di Posidonia? Due anni fa al Giglio è stata avvistata una foca monaca: vogliamo difendere la ricchezza della vita nel Mediterraneo o alzare bandiera bianca di fronte al turismo mordi e fuggi?» Che oltretutto offre pochi vantaggi sul piano economico. «Anzi un bilancio in rosso: praticamente zero ricavi e un impatto ambientale che quando va bene è consistente, se non altro per la quantità di rifiuti prodotta, e quando va male si trasforma in un disastro».