Ieri mattina, a Villa Giulia i reparti del patrimonio artistico dei Carabinieri hanno trasmesso tutte le delucidazioni sulle operazioni "Horus II", il Divino Infante, il decagramma, relativo ad un sequestro di una zecca clandestina di materiale numismatico-archeologico falsificato, l'operazione "Cipro", l'operazione "Ecclesia", ecc. dimostrando una notevole capacità professionale, in grado di contrastare ogni attività illecita presente sul mercato dell'arte. E cosi come il recupero di alcune opere pittoriche prestigiose come l'Andrea Appiani messe in vendita a New York, un Bernardino di Betto detto il Pinturicchio un dipinto di Corot ed altro. Ma il tesoro veramente eclatante è il recupero di 3.5OO pezzi archeologici tra vasellame, bronzi, sculture e quant'altro recuperato da tutto il mondo di cui il protagonista di questa attività illecita è stato condannato in 1 grado a dieci anni di reclusione, con un risarcimento nei confronti del Ministero dei Beni Culturali per una somma di dieci milioni di euro e per una somma di cinquecentomila euro a copertura delle spese processuali sostenute. Questa condanna, esemplare per questo tipo di reato, secondo il Generale Ugo Zottin comandante della TPA dei Carabinieri, ha una funzione deterrente nei confronti di altri operatori del settore e sicuramente risulta benefica per il comparto della tutela del patrimonio artistico oggi più motivato al raggiungimento dei propri obiettivi. Nel rispondere alla nostra domanda "se tale inasprimento di pene possa condurre ad un maggiore esportazione di materiale archeologico illecitamente o non detenuto, il Generale ha risposto "che gli effetti di un aggravio penale produrrà l'effetto di dissuadere ogni operatore di attività illecite iti tal senso". Al Generale Ugo Zottin sono giunte le congratulazioni del ministro Giuliano Urbani.