I residenti: no alla moratoria di Alemanno. I commercianti: piani fuori legge, nessuno ci ha consultato Il Campidoglio crea una commissione ad hoc per scrivere il regolamento sui "funghi" caloriferi Lultima soluzione è la piazza. Le associazioni dei cittadini stanno organizzando una manifestazione per la legalità e il decoro del centro storico. Oltre 25 comitati scenderanno in strada, non prima però di aver impugnato al Tar le ordinanze di Alemanno. E anche i commercianti si stanno mobilitando: «Il Comune ha redatto i piani senza consultarci, è inammissibile e illegittimo - sottolinea furioso Guglielmo Alegiani, portavoce dei commercianti di Campo de Fiori - E il municipio I ci impedisce di lavorare, togliendoci i teloni e le stufe proprio in inverno senza un regolamento che ci dica quali riscaldamenti possiamo utilizzare. Siamo pronti alla class action». Una posizione che fa infuriare il minisindaco, Orlando Corsetti: «A Campo de Fiori abbiamo tolto soltanto i tavolini abusivi e i relativi arredi, ma ai locali che non avevano unoccupazione abusiva, seppur non in regola con teloni e stufe, non abbiamo rimosso nulla. Sono sconcertato dalla decisione del sindaco». Intervengono i residenti: «Lapprovazione dei piani di massima occupabilità per alcune piazze è una foglia di fico, posta a celare la volontà di operare in tuttaltra direzione. Ne è prova la scandalosa esclusione, allultimo momento, dal novero dei piani, di quello per piazza Navona, del quale era stata assicurata lapprovazione da parte dellassessore Dino Gasperini, il quale di fronte alle pressioni delle lobby ha preferito lennesima marcia indietro, perdendo la residua credibilità che manteneva», spiega il Coordinamento dei residenti del centro storico. E Flaminia Borghese del comitato "Piazza Navona e dintorni": «Siamo indignati. Aspettiamo da anni che il decoro e la legalità siano fatti rispettare, dove sono finite le promesse di Alemanno?». Il caso intanto esce dai confini nazionali, e il telegiornale dellemittente nazionale France 2 ha mandato in onda un servizio sui dehors abusivi a Roma. «Bisognerà intonare la marsigliese per essere ascoltati dal sindaco? - domanda il Coordinamento - Solleciteremo lintervento del Mibac e delle Soprintendenze, poi depositeremo lesposto alla Asl per la pericolosità dei funghi riscaldatori e di altri arredi, che oltre ad essere in contrasto con la tutela storica e architettonica, minano lincolumità pubblica». Intanto il sindaco ha emesso due ordinanze: una per la proroga di altri due mesi del blocco delle rimozioni delle stufe e unaltra che istituisce unapposita commissione che valuterà gli arredi a norma. La squadra sarà composta dal vicecapo di gabinetto del sindaco, Giammario Nardi, da un rappresentante della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, uno della sovrintendenza capitolina ai beni culturali, uno del comando provinciale dei vigili del fuoco e un esperto designato dal rettore della La Sapienza. La commissione avrà 60 giorni per elaborare, a titolo gratuito, una sorta di regolamento stabilendo tipologia, materiali e dimensioni dei "funghi" caloriferi. Saranno, dunque, chiarite le condizioni di utilizzo in sicurezza dei dehors, per armonizzarli con i limiti imposti al tavolino selvaggio.