Bonificata nel 2007, avrebbe dovuto ospitare un ristorante. La soprintendenza blocca il restyling. Il Comune: "Non abbiamo soldi" Dimenticata. Altro che un raffinato ristorante al piano terra, cocktail, convegni, sale riunioni, un "giardino dinverno" allinglese, una terrazza circondata da piante affacciata sulla città. La palazzina Liberty di scalinata Borghese, sopra piazza Tommaseo, cinque anni dopo lannuncio di un restyling che le avrebbe ridato lantico splendore, sprofonda ancora nel degrado. Eppure le idee erano buone. Il gruppo Viziano, costruttore dei posteggi, aveva presentato il progetto, chiedendo in cambio al Comune un contratto di gestione per 40 anni. Pagando ovviamente un canone. Laccordo cera, ma la soprintendenza ai beni architettonici ha bloccato tutto perché la palazzina ha un grande valore storico. Tursi è in difficoltà («non abbiamo soldi neppure per piangere, figuriamoci se li troviamo per ristrutturarla», ammette lassessore ai Lavori pubblici Mario Margini), liter si è arenato, pare di capire che è il futuro non sarà certo degno della sua bellezza. Le aiuole sono piene di siringhe, tutto è tappezzato di murales e scritte. La terrazza è una pattumiera, le scalinate cadono a pezzi. Lo spettacolo è desolante e fa venire rabbia, soprattutto al quartiere che assiste impotente alla sua lenta agonia. Tutto è sommerso da spazzatura, stracci, vestiti, bottiglie rotte, le panchine sono circondate da montagne di rifiuti. I lampioni sono ingialliti, scrostati. Il declino è ben visibile anche attraverso i cancelli che (non) nascondono i vecchi termosifoni in ghisa di quella che era stata la sede di un ambulatorio comunale e palestra ortopedica della Asl e che sarebbe dovuta diventare lAccademia di Belle Arti. I soffitti sono crollati, un turista al massimo può fotografare il water. Per risalire alla nascita della palazzina Liberty, bisogna tornare indietro di un secolo, ai primi del Novecento, quando viene deciso di costruire in piazza Tommaseo la sede dellAccademia di Belle Arti. Il progetto prevede un corpo centrale, affiancato da due torrioni e altri due corpi laterali più in basso. Una costruzione ambiziosa, in stile liberty, che sovrasta la scalinata. I finanziamenti finiscono, non si trovano altri fondi, la palazzina resta lì. Proprietario delledificio è il Comune, che decide di destinare la struttura, almeno negli ultimi decenni, a uso pubblico: ospita una Asl, un poliambulatorio, una palestra. Fino allabbandono, oltre dieci anni fa. Fino al degrado sempre più tremendo, che la trasforma in rifugio di disperati. Nel 2007, Tursi davanti allofferta del gruppo Viziano, interviene con una profonda pulizia. Anche perché scoppia la protesta della gente. Il primo a immaginare come è, uno studente di architettura che lo illustra nella sua tesi di laurea. Le sue idee piacciono e vengono riprese dallarchitetto Guidi di Bagno, che con lufficio tecnico della "Progetti e Costruzioni" del gruppo Viziano firma il progetto presentato e approvato dal Comune. Finalmente allorizzonte si vede il futuro. Il sogno rimane nel cassetto e scalinata Borghese rimane leterna incompiuta.
GENOVA - Tommaseo, lo scandalo della palazzina liberty quattro anni dopo domina ancora il degrado
La palazzina Liberty di scalinata Borghese a Tursi è stata abbandonata e degradata dopo un annuncio di restyling nel 2007. Il Comune aveva accettato un progetto di ristrutturazione presentato dal gruppo Viziano, ma la soprintendenza ai beni architettonici aveva bloccato tutto a causa del grande valore storico della palazzina. Oggi, la struttura è desolata, con spazzatura e rifiuti ovunque, e i cancelli che la nascondono sono ingialliti e scrostati. La palazzina era stata destinata a ospitare un ristorante, cocktail, convegni e sale riunioni, ma il progetto è rimasto in sospeso.
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