Avanti con il restauro: diventerà un polo formativo per vocalità verdiane Prosegue, a Busseto, l'intervento di restauro e riuso delle monumentali e storiche scuderie di Villa Pallavicino. Laddove, durante la seconda guerra mondiale, ci fu addirittura un campo di prigionia per militari britannici, sorgerà un importante complesso culturale che comprenderà, secondo quanto deciso dal Comune, un polo formativo per vocalità verdiane. Secondo le previsioni, i lavori dovrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Quindi giusto in tempo per consegnare a Busseto, ai melomani, ed a tutti gli appassionati e studiosi verdiani, un importante luogo in occasione del bicentenario della nascita del Cigno (che, come noto, ricorrerà nel 2013). Ad occuparsi degli interventi, che hanno un importo di circa 2 milioni di curo (finanziato in larga parte dal ministero dei Beni culturali e dalla Regione Emilia Romagna ed in parte anche dal Comune), è l'associazione temporanea d'impresa, tutta bussetana, composta da Umistop Sas di Maurizio Mora (impresa capogruppo) e BocelliClodomiro C. snc su progetto redatto da Politechnica srl (architetti Amedeo Zilioli e Alberto Zanoletti) mentre la direzione dei lavori è curata dall'architetto Pietro Tonnini (responsabile delle opere è il geometra Roberto Dejana dell'Ufficio tecnico comunale e responsabile della sicurezza l'ingegner Bruno Targon). I lavori in corso nel monumentale complesso settecentesco (nato, come evidenzia la denominazione, per ospitare le scuderie della nobile famiglia Pallavicino), realizzato nella caratteristica forma a ferro di cavallo, riguardano in particolare il restauro e la sistemazione delle facciate, delle coperture e del 50 per cento circa degli interni. Interni che sono spaziosissimi, con una superficie di 800 metri quadrati per ognuno dei tre piani complessivi. Ci sono grandi sale, antichi scaloni ed anche ambienti più ridotti. Si tratta di spazi sconosciuti perla stragrande maggioranza dei bivssetani. In esclusiva, la «Gazzetta di Parma» è in grado di mostrare appunto le foto di questi ambienti. Ambienti in cui, al piano superiore, spiccano anche le iscrizioni, oggi preziose testimonianze storiche, del campo di prigionia, il «Camerata N.52», che qui fu allestito durante la seconda guerra mondiale. Vi furono internati militari inglesi (ed anche qualche greco). Uno di loro l'ufficiale Arthur James Charles Willis (ufficiale bombardiere del Genio Britannico, 84 Armata, 4a Divisione Indiana), scomparso non molti anni fa, diede anche alle stampe un libro, un vero e proprio diario dal titolo «Nothing better to doà» in cui parlò della sua esperienza in guerra soffermandosi ampiamente anche sulla sua prigionia a Busseto. Qui rimase 18 mesi, dal marzo 1942 all'8 settembre 1943 in occasione dell'armistizio il campo fu smantellato). La città di Verdi la raggiunse, dalla Puglia, a bordo di un carro-bestiame. Nel suo libro, dedicato alla Croce rossa internazionale, fra le altre cose evidenziava come «le guardie italiane, essendo in fondo dei sentimentali, ci trattavano come esseri umani. Nulla da spartire con i tedeschi che, su incitamento di Hitler, si rivelavano dei veri aguzzini». Sul volume del prigioniero Willis, qualche anno fa, hanno realizzato ricerche ed approfondimenti anche lo storico locale Mario Concari ed i ragazzi della scuola media locale, sotto la guida dei docenti Adriano Concari ed Anna Bonatti. Ecco quindi che ilavori in corso, oltre a restaurare un monumentale e storico edificio, stanno dando la possibilità di riaprire «pagine di storia» importanti e significative, come questa che affonda le proprie «radici» alla Seconda guerra mondiale.
Busseto, Villa Pallavicino. Nuova vita per le scuderie
In Busseto, la città natale di Luciano Pavarotti, sta avvenendo un importante restauro delle storiche scuderie di Villa Pallavicino. Il complesso, che risale al XVIII secolo, era stato utilizzato come campo di prigionia durante la seconda guerra mondiale. I lavori, finanziati in larga parte dal ministero dei Beni culturali e dalla Regione Emilia Romagna, hanno un importo di circa 2 milioni di euro. Il complesso sarà trasformato in un polo formativo per vocalità verdiane e sarà aperto al pubblico. I lavori riguardano il restauro e la sistemazione delle facciate, delle coperture e di circa il 50% degli interni. Gli interni sono spaziosi e includono grandi sale, antichi scaloni e ambienti più ridotti.
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