IL tesoro di oltre 3.500 reperti archeologici di valore inestimabile: vasi greci e romani, piatti, lucerne, coppe, anfore, buccheri etruschi, capitelli romani. Tutto sequestrato dal tribunale di Roma a un mercante internazionale d'arte, Giacomo Medici, condannato - in primo grado - per associazione a delinquere e ricettazione continuata e aggravata: 10 anni di reclusione, 16 mila euro di multa, 500 mila di spese processuali. E soprattutto un anticipo di 10 milioni sul risarcimento alla parte civile, il ministero dei Beni culturali, che sarà liquidato in altro giudizio. La richiesta di 150 milioni di euro da parte dell'avvocatura dello Stato dà un'idea dell'enorme valore dei beni. A mostrare ai mezzi di informazione una selezione dei 3.500 reperti (altri 300 dovranno essere richiesti dai governi greco ed egiziano) frutto di una sentenza "storica", è stato ieri il generale Ugo Zottin, comandante dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale, alla tradizionale conferenza annuale di bilancio dell'attività di contrasto ai ladri d'arte con la direttrice generale per l'archeologia italìana Anna Maria Reggiani e la soprintendente del Lazio Anna Maria Moretti. Nella condanna, a garanzia del pagamento delle spese processuali, è il sequestro di una Maserati e una villa a Santa Marinella del mercante. In attesa dei primi 10 milioni di risarcimento, invece, sotto sequestro altri cento reperti tuttora di Medici. Tutti i pezzi affidati al museo etrusco di Villa Giulia. L'uomo da Ginevra, dove ha società e magazzini, piazzava la merce in tutto il mondo: tra gli acquirenti le case d'asta Sotheby's di Londra e New York, il museo Paul Getty a Los Angeles, il Toledo Museum dell'Ohio negli Usa, la Gliptoteca Ny Carlsberg di Copenaghen, il museo Antike Mittelmerkultur di Tokyo. Tra i pezzi più preziosi del "bottino" numerosi frammenti di una kylix a figure rosse (sorta di ampio piatto con manici e piede) dipinta da Eufronio. È decorata con l'immagine di Morte e Sonno che trasportano la Salma di Sarpedonte, lo stesso sul cratere di Eufronio esposto al Metropolitan di New York. Ma il lavoro dei carabinieri proprio in questi giorni ha portato al ritrovamento di un frammento di un'altra kylix di Eufronio, venduta a pezzi da altri trafficanti - per spremere l'acquirente - dall'83 in avanti al Getty Museum, da questo restituita all'Italia nel '92 dopo che gli archeologi della Soprintendenza lo individuarono come parte dei reperti rubati in uno scavo clandestino al Tempio di Ercole a Cerveteri. Quattro giorni fa i carabinieri hanno sequestrato a un giostraio di Cerveteri un frammento che combacia perfettamente col vaso. La kylix prossimamente verrà smontata e integrata con questo e altri due pezzi trovati di recente. Tra i tanti reperti sequestrati anche un raro servizio di 20 piatti di ceramica attica di V secolo.