L'esperto Tsao Cevoli: area ricchissima ma non si fa manutenzione e manca una politica di valorizzazione Il presidente degli archeologi: la Scabec è un carrozzone molti profitti, pochi investimenti «Azzerare la Scabec e ripensare il piano di valorizzazione: è questa l'inversione di marcia necessaria per l'area archeologica dei Campi Flegrei". Usa parole dure Tsao Cevoli, presidente dell'associazione nazionale archeologi, contro la Società campana per i beni culturali, capitale misto pubblico-privato (51 Regione Campania, 49 il pool di 12 aziende di cui ben cinque specializzate in servizi di vigilanza) che definisce un «carrozzone politico». Quali colpe avrebbe la Scabec? «Dovrebbe occuparsi della valorizzazione di alcuni beni culturali, tra cui appunto l'area flegrea, ma negli anni ha assorbito tanti fondi pubblici per iniziative appariscenti ma di breve durata come l'apertura per una sola stagione del Rion Terra costata 400mila euro. Con l'aggravante che, come società a maggioranza di capitale pubblico, lavora in regime di monopolio, senza partecipare a gare. Ha monopolizzato i fondi, anche quelli europei, facendo grandi profitti e dando molto poco al territorio . È la valorizzazione ciò che serve al Campi Flegrei? «Soprattutto serve maggiore fruibilità più che eventi sporadici spettacolari. La zona, fuori dai consueti itinerari turistici di massa che comprendono Pompei, la Reggia di Caserta e Paestum, ha cattivi collegamenti che scoraggiano il turista singolo. La verità è che la politica non ha interesse per l'area archeologica flegrea». Perché è un sito minore? «Dal punto di vista archeologico è un'area ricchissima sempre al centro di attività di studio e di ricerca di molte università italiane e straniere che mantengono viva l'attenzione sui siti. Ma a differenza di Pompei ed Ercolano, che sono città intere, quella dei Campi Flegrei è un'area vastissima, ricompresa in più municipalità, ricca di testimonianze preziosissime di cui i comuni, alle prese con i tagli dei fondi per i servizi essenziali, hanno difficoltà a farsi carico". Quali interventi servono per i Campi Flegrei? «Come tutti i siti soffrono per la mancanza del personale di sorveglianza e di operai per la manutenzione. Ma soprattutto scontano la mancanza di una seria politica di valorizzazione che, coinvolgendo soggetti pubblici e privati finora esclusi, come i comuni, gli enti locali e professionisti dei beni culturali e del turismo stabilisca una strategia che crei sviluppo e occupazione nel territorio".
Tsao Cevoli: I Campi Flegrei pagano il prezzo di una gestione fallimentare
Tsao Cevoli, presidente dell'associazione nazionale archeologi, critica la Società campana per i beni culturali (Scabec) per aver assorbito fondi pubblici per iniziative di breve durata e monopolizzato i fondi, facendo profitti senza dare molto al territorio. La Scabec è considerata un "carrozzone politico" e la sua valorizzazione non serve principalmente alla fruibilità del sito, ma piuttosto a eventi sporadici spettacolari. Tsao Cevoli sostiene che la politica non ha interesse per l'area archeologica dei Campi Flegrei, che è ricca di testimonianze preziose ma soffre per la mancanza di personale di sorveglianza e manutenzione, nonché di una politica di valorizzazione seria.
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