I residenti si dividono. «Impugneremo l'ordinanza» I dehors dividono il centro storico. Il Coordinamento residenti città storica, indignato per il bonus di 60 giorni concesso ai pubblici esercizi, minaccia il ricorso al Tar. «Impugneremo le ordinanze annunciano gli esponenti del direttivo scribacchiate all'ultimo momento e contraddittorie: da un lato si riconosce che la soprintendenza non ammette teli e stufe a gas, dall'altro si deroga in attesa che la commissione stabilisca i criteri». Altra notazione: «Alemanno non può stoppare provvedimenti amministrativi emessi dal Municipio, è un grave abuso di potere». Viviana Di Capua, portavoce dell'associazione Abitanti centro storico, considera l'ordinanza «un segnale inquietante di pressioni sul Comune sempre più forti. Ricordiamo che il centro è abitato e non appartiene solo agli esercenti. Vorremmo che anche le nostre esigenze fossero ascoltate ma, evidentemente, contano poco». La Di Capua ricorda che Campo de' Fiori è una piazza vincolata: «Gli imprenditori dovrebbero essere i primi a rispettarne il valore insiste . Non vogliamo affamarli e non saranno certo tre, quattro tavolini a fare la differenza». Vittorio Emiliani è amareggiato: «Siamo al grottesco, dov'è la certezza della legge? si chiede il presidente del Comitato per la bellezza . Argan, nel '76, parlò di suk: chissà se avrebbe mai potuto immaginare un tale disastro. Venezia, più fragile e sovraffollata di Roma, è tenuta meglio». Motivo per cui, alla vigilia di Natale, Emiliani ha scritto al ministro dei Beni culturali, a tecnici e soprintendenti del Collegio Romano, per sollecitarli sulla questione del decoro. Risultato: «L' unico che abbia risposto, peraltro in modo elusivo, è il sottosegretario Roberto Cecchi». Di diverso avviso una residente del centro storico, che ha assistito alle rimozioni del Pantheon: «Abito vicino a piazza della Maddalena e penso che i tavoli, l'illuminazione dei locali, le stufe accese dice Paola Midali siano un elemento di sicurezza». L'atmosfera caratteristica non le dispiace: «Giusto evitare arredi troppo invasivi, o inadeguati sotto il profilo del decoro concede la signora Midali ma trovare un clima animato, accogliente è un incentivo non solo per i turisti». Quanto ai funghi: «Con questo freddo sono indispensabili, li usano anche in altre capitali europee ricorda la cittadina . Se non sono pericolosi, perché eliminarli?».
Roma, dehors. Via tutto ciò che è illegale No, sono utili e sicuri
I residenti di Roma si sono scissi su un'ordinanza del Municipio che prevede la rimozione di teli e stufe a gas nei locali del centro storico. Alcuni, come il Coordinamento residenti città storica, minacciano di impugnare l'ordinanza, considerandola un segnale di pressioni sul Comune. Altri, come Vittorio Emiliani, sono amareggiati e chiedono certezza della legge. Una residente, Paola Midali, sostiene che i tavoli, l'illuminazione e le stufe accese sono elementi di sicurezza e che la rimozione di questi arredi potrebbe alterare l'atmosfera del centro storico.
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