«Qui c'è un problema politico, non possiamo gridare al crollo del Colosseo e quando finalmente un imprenditore mette mano al portafoglio aprire una vertenza tecnica per richiamare le regole del gioco». Giovanni Puglisi, presidente della Commissione italiana per l'Unesco si schiera apertamente nella sfida burocratico-formale lanciata al Mibac da Uil e Codacons che rischia di bloccare per molti mesi, se non anni, i restauri del Colosseo. Mentre il ministero bandisce il concorso per la prima tranche di lavori, sull'intera operazione pende la pesante spada di Damocle di una richiesta di sospensiva su cui il Tar è chiamato a esprimersi il disappunto accordo «Prima si grida al crollo poi quando arrivano i soldi si apre una vertenza...» prossimo 26 gennaio nonché del fascicolo aperto dalla Procura della repubblica e di un'indagine della Corte dei Conti. Il ministro Ornaghi ieri mattina ha incontrato il sottosegretario Roberto Cecchi, che in qualità di Commissario condusse in porto l'accordo con Tod's, ribadendogli la piena fiducia. Nelle stesse ore, il Consiglio superiore del Mibac si è riunito per disporre di un quadro dettagliato dell'intera vicenda. Secondo i patti, anzi conditio sine qua non della sponsorizzazione firmata da Della Valle, le funzioni di gestione tecnica, di direzione scientifica e di vigilanza su tutte le attività relative agli interventi saranno assunte dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici, mentre l'imprenditore s'impegna solo a versare la cifra preventivata di 25 milioni di euro, di cui 10 già stanziati, per gli otto ambiti del Piano di Interventi: restauro dei prospetti settentrionale e meridionale, sostituzione della chiusura dei fornici (arcate) del I ordine, revisione e restauro degli ambulacri (corridoi) e degli ambienti interrati (ipogei), impiantistica e illuminazione, costruzione di un centro servizi che consenta di portare in esterno le attività di supporto alla visita che sono attualmente nel monumento (accoglienza, biglietteria, bookshop, servizi igienici). Per quanto riguarda i diritti di sfruttamento dell'immagine, sarà creata ad hoc l'associazione senza fini di lucro "Amici del Colosseo", il cui logo potrà essere utilizzato per «articoli di abbigliamento, scarpe, cappelleria, profumi, adesivi, metalli preziosi e loro leghe, gioielleria, pietre preziose, orologeria, strumenti cronometrici» per ben 15 anni. Si prevede che i lavori di restauro durino almeno altrettanto, dovendo contemporaneamen-te garantire la piena agibilità pubblica del monumento. Stefano Grassi Il sindaco di Agrigento: «Venga da noi» «Della Valle rinunci al restauro del Colosseo e investa nella Valle dei Templi. Se la burocrazia e i ritardi amministrativi rischiano di bloccare il via dei lavori di salvaguardia del monumento romano, il gruppo Tod's diriga le proprie risorse ad Agrigento. Saremo lieti di accoglier il suo aiuto», ha dichiarato il sindaco di Agrigento, Zambuto.
ROMA - Il maxi accordo a rischio Il 26 gennaio parola al Tar
Il ministro del Mibac, Ornaghi, ha incontrato il sottosegretario Cecchi per discutere l'accordo con Tod's per il restauro del Colosseo. L'accordo prevede che la Soprintendenza speciale per i beni archeologici gestisca le funzioni di direzione scientifica e vigilanza, mentre Tod's verserà 25 milioni di euro per gli interventi. Il sindaco di Agrigento, Zambuto, ha espresso la speranza che il gruppo Tod's investa nella Valle dei Templi invece del Colosseo. Il Tar è chiamato a esprimersi sulla richiesta di sospensiva per i lavori. Il progetto di restauro prevede che i lavori durino almeno altrettanto tempo del restauro.
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