Indignazione dal senatore Chiarante «Se Urbani davvero voleva risolvere il problema non è la copertura di uno stipendio che può diventare un ostacolo insormontabile». È durissimo il giudizio che sulla sostituzione di Adriano La Regina dà il senatore Giuseppe Chiarante, presidente dell'Associazione Bianchi Bandinelli, anche se sulla nomina di Bottini è ancora cauto, non essendo ancora stata ufficializzata. Ma al di là del nome di chi prenderà il suo posto, con l'uscita di scenda di La Regina, secondo il senatore, «per la tutela del patrimonio archeologico di Roma si apre un vuoto incol-mabile. Tanto più in un ministero in cui in pochi anni si è passati da 5 a più di 40 direttori generali, privi di competenza». Suona come una denuncia ancora più secca, invece, l'opinione del responsabile nazionale per i Beni Culturali della Cgil, Libero Rossi, che attacca: «Senza nulla togliere alla competenza scientifica di Bottini, per Roma ci voleva una guida di maggiore autorevolezza. Al Ministero fa davvero male perdere una figura come quella di Adriano La Regina. Tutta la vicenda poi - continua Rossi - mette a nudo il fallimento della riforma Urbani, che ha potenziato le strutture centrali con 46 direttori generali, depauperando quelle periferiche». Sono molti infatti i soprintendenti che entro 6 mesi andranno in pensione e non saranno sostituiti per via del blocco delle assunzioni. «Già adesso, le soprintendenze sono per il 40 percento in mano a reggenti. Restano i funzionari, molto più ricattabili. Presto i soprintendenti saranno delle mosche bianche. Per le carenze d'organico, poi, si dovranno ridurre gli orari di musei e biblioteche», annuncia il sindacalista. «Conosco Bottini - dichiara invece il direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti - ed è una persona preparata che apprezzo moltissimo. Mi fa piacere la sua nomina, ma mi dispiace molto che si perdano le capacità di Adriano La Regina, del quale continuo ad auspicare che il Ministero voglia avvalersi con un rapporto di consulenza». Dal canto suo, Italia Nostra pone l'accento sul modo in cui si è finiti in questo pasticcio. «È forse per una distrazione amministrativa che si è arrivati a sostituire il Soprintendente La Regina, creando enormi preoccupazioni. Per questo - afferma Annalisa Cipriani, a nome dell'associazione - censu-riamo la modalità, soprattutto in un momento di indebolimento generale della tutela».