Il nuovo ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ha presentato alle Commissioni cultura dei due rami del Parlamento le proprie linee programmatiche; alla Camera la discussione proseguirà nel mese di gennaio. L'approccio del ministro è stato estremamente cauto. Ha ricordato come sia forte e crescente il peso del turismo culturale (34,6 dell'economia turistica, che vale 1'8,6 per cento del PiI nazionale), e nello stesso tempo come il bilancio del Mibac sia diminuito del 30 dal 2008 al 2011. Ha sottolineato, riconoscendo il merito del suo predecessore Giancarlo Galan, come le misure assunte nel corso del 2011 abbiano però segnato un'inversione di tendenza che l'attuale Governo intende continuare e valorizzare. Su due questioni si è discostato nettamente dal precedente Governo: la conferma di Baratta alla Biennale di Venezia,giàapprovata in sede parlamentare (cfr. articolo a p. 2), e le norme sulle dismissioni del patrimonio pubblico, che non ritiene ade-guate al le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, e per le quali agirà in sede di loro attuazione. Il ministro ha sottolineato come nel decreto legge «salva Italia» (già convertito dalle Camere) si sia riusciti a inserire alcune misure che mirano a semplificare le procedure in materia di agevolazioni fiscali per i beni e Ic attività culturali, sostituendo una semplice autocertificazione alle pratiche troppo complicate ora previste; a facilitare le donazioni per il restauro di beni culturali, eliminando il divieto di riassegnazione al Ministero delle elargizioni liberali offerte dai privati; a garantire il turnover del personale, così che dopo le 308 nuove assunzioni avviate in base agli interventi del precedente Governo, nel 2012 e nel 2013 potranno essere assunti «centinaia di giovani tecnici e funzionari»,a finanziare l'Accademia dei Lincei e l'Accademia della Crusca, con 2 milioni di euro complessivi all'anno. Quanto alle linee di azione futura, il ministro ha ricordato diversi disegni di legge, presentati dai suoi predecessori o di iniziativa parlamentare, che a suo avviso possono costituire la base per un intervento riformatore di ampio respiro: fra questi, le proposte relative ai restauratori , auspicando che si possa presto trovare un punto di sintesi tra il disegno di legge governativo e la proposta del Pd; il disegno di legge relativo ai reati contro il patrimonio culturale (in cui qualcosa dovrà essere aggiustato) e quello sulla qualità architettonica, per il quale preannuncia il proprio impegno per accelerarne l' iter presso la Commissione bilancio, dove è fermo da tempo. Tra le nuove iniziative, Ornaghi annuncia la modifica della disciplinache riguardal'attivitàdi Arcus: la ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico del 1992 (sottoscritta, ma non ancora ratificata dall'Italia, nonostante il lungo tempo trascorso) che a suo parere consentirebbe di dare più ampia attuazione al principio della verifica preventiva dell'interesse archeologico: I 'organizzazione delle celebrazioni verdiane. Per il ministro Ornaghi il nostro patrimonio culturale può e deve svolgere, in sinergia con la scuola e l'università, un violo determinante quale fattore di formazione delle giovani generazioni e di crescita culturale delle persone: preannuncia quindi l'intenzione di «verificare la praticabilità di una "Giornata della cultura" nelle scuole a fini di conoscenza e prevenzione». Li Marta Romana