Il problema del riordino degli enti lirico-sinfonici, l'annosa questione della tutela del diritto d'autore aggirato e violato dai new media e dalle contraffazioni, la questione Siae con le relative polemiche, il rilancio del festival di Venezia, la necessità di avviare la ristrutturazione del centro storico dell'Aquila per ridare agli abitanti il loro tessuto culturale". Sono stati questi i temi sui quali si sono indirizzate ieri la gran parte delle repliche dei deputati in Commissione cultura nel corso dell'audizione del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, che i1 15 dicembre scorso aveva presentato la sua prima relazione programmatica. Relazione della quale tutti gli intervenuti (venti gli iscritti a parlare) hanno evidenziato gli aspetti positivi, in particolare l'accento posto sulla necessità di offrire ai cittadini l'opportunità di vivere i beni culturali e ambientali (con le relative opportunità economiche), quale elemento di coesione sociale e fulcro dell'unità nazionale. Apprezzata anche l'essenziale esposizione, da parte del ministro, dello stato dell'arte economico-finanziario del Ministero, con la forte riduzione di spesa. Nell'anno appena trascorso, infatti, gli investimenti per il nostro patrimonio culturale sono passati dallo 0,28 allo 0,19 del bilancio complessivo di spesa dello Stato, con una riduzione del 31. Significativo l'accento posto da alcuni deputati sulla necessità di incrementare la propensione alla lettura, in particolare di quel 50 di italiani che non legge nemmeno un libro l'anno. Tutte questioni sulle quali, fin dal precedente incontro, il ministro si è detto pronto a lavorare in collaborazione con le Commissioni competenti, a cominciare dal regolamento di riordino degli enti lirici che deve essere varato entro un anno. La replica di Ornaghi è attesa a breve termine.
Beni culturali, un'opportunità
Ieri, la Commissione cultura ha ascoltato l'audizione del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, che ha presentato la sua prima relazione programmatica. I deputati hanno apprezzato l'accento posto sulla necessità di offrire ai cittadini l'opportunità di vivere i beni culturali e ambientali, come elemento di coesione sociale e di unità nazionale. Il ministro ha anche espresso la forte riduzione di spesa per il patrimonio culturale, passata dallo 0,28 allo 0,19 del bilancio complessivo di spesa dello Stato. Alcuni deputati hanno sollevato la questione della propensione alla lettura, che è stata considerata un'area di lavoro per il ministro.
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