La Procura di Roma potrebbe configurare l'ipotesi di abuso d'ufficio, secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, nel quadro degli accertamenti scaturiti dalla denuncia riguardante la convenzione per il restauro del Colosseo. Un confronto, sull'eventuale ipotesi di reato da prendere in considerazione, sarà fatto dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Maria Letizia Golfieri. «Questa è una notizia che è stata data da un sindacato. Vedremo se è vero. E chiaro che la Procura e la Corte dei Conti hanno tutto il diritto di indagare e verificare. Io, dall'esterno, perché questa è una vicenda che riguarda il Mibac, dico che mi sembra francamente una follia». Dura la reazione del sindaco di Roma Gianni Alemanno in merito alle indagini della magistratura sull'accordo per il restauro del Colosseo. «Per la prima volta viene fatta una evidenza pubblica - ha proseguito - Lasciateci restaurare il Colosseo. Cosa volete fare? Volete farlo cadere a pezzi? A furia di Tar, Antitrust, Procure, Corte dei conti? Vogliamo far sì che il consorzio privato si riprenda i 25 milioni di euro e ci saluti? Se questo è l'obiettivo lo si dica. Sono indignato da questa operazione continua, vergognosa, che fa saltare la sponsorizzazione per restaurare il monumento più importante del mondo». «Mi auguro fortemente che i lavori di restauro dell'Anfiteatro Flavio non subiscano ritardi importanti - ha dichiarato Samuele Piccolo, vicepresidente dell'Assemblea capitolina - Ce lo invidiano in ogni parte del mondo, milioni di persone fanno migliaia di chilometri per visitarlo e qui il restauro ancora non parte. II 26 dicembre scorso un pezzo di tufo si staccò da una delle arcate del Colosseo e tutti furono d'accordo nel dover accelerare i lavori di restauro dell'opera d'arte. Ora che i lavori sembravano in partenza ecco un altro stop. Spesso ci si affanna per trovare uno sponsor per risanare i nostri monumenti e ora che lo si è trovato si ritardano le operazioni».