Diciotto miliardi di lire, tredici anni, caso mediatico e grida manzoniane, ma nessuno fermò i restauri, chè dall'altra parte del Tevere di Tar e chiacchiere non se ne vuol saper nulla. Il restauro della Cappella Sistina, realizzato tra i11981 ed il 1994 dalla Nippon Television Network Corporation è ancora oggi argomento di polemica per i colori pastello e gli acidi che hanno rimpiazzato il famoso nerofumo di Michelangelo. Ma una volta avviata l'impresa, né i Musei Vaticani, né tantomeno i manager giapponesi si lasciarono ingabbiare dal vaniloquio della querelle. I tempi previsti vennero rispettati con nipponica puntualità e chi ritenne l'ingaggio troppo a buon mercato è stato smentito dai fatti. Con la loro offerta, i giapponesi sbaragliarono decine di altri mecenati. Durante i restauri, la tv del Sol levante ha filmato tutto, producendo 13 trasmissioni di circa un'ora e mezzo. L'indice di gradimento in Giappone è stato altissimo. Molti i Paesi che le hanno acquistate. Ma il network non è riuscito a coprire nemmeno il 50 per cento delle spese.
ROMA - Quei miliardi giapponesi per la Cappella Sistina
Diciotto miliardi di lire, tredici anni, caso mediatico e grida manzoniane, ma nessuno fermò i restauri, chè dall'altra parte del Tevere di Tar e chiacchiere non se ne vuol saper nulla. Il restauro della Cappella Sistina, realizzato tra i11981 ed il 1994 dalla Nippon Television Network Corporation è ancora oggi argomento di polemica per i colori pastello e gli acidi che hanno rimpiazzato il famoso nerofumo di Michelangelo. Ma una volta avviata l'impresa, né i Musei Vaticani, né tantomeno i manager giapponesi si lasciarono ingabbiare dal vaniloquio della querelle. I tempi previsti vennero rispettati con nipponica puntualità e chi ritenne l'ingaggio troppo a buon mercato è stato smentito dai fatti. Con la loro offerta, i giapponesi sbaragliarono decine di altri mecenati. Durante i restauri, la tv del Sol levante ha filmato tutto, producendo 13 trasmissioni di circa un'ora e mezzo. L'indice di gradimento in Giappone è stato altissimo. Molti i Paesi che le hanno acquistate. Ma il network non è riuscito a coprire nemmeno il 50 per cento delle spese.
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