Il bene invisibile - Finito il restauro restano da allestire le postazioni multimediali ma soprattutto da organizzare i turni di visita Gli ultimi ad averla vista furono, a gruppi di 15, i bambini che applaudirono tra dicembre 2006 e gennaio 2007 le iniziative della "Città dei Balocchi". L'ultima ad avere offerto alla città l'occasione per visitarla. Poi, sul museo archeologico sotterraneo della Porta Pretoria di via Cesare Cantù a Como, sotto l'ex media Parini, è tornato a calare il buio. Che resterà, ad andar bene, almeno fino all'estate prossima. Dopo l'appello di ieri del presidente della Società Archeologica di Como Giancarlo Frigerio, che sul "Corriere di Como" è tornato a chiedere l'apertura dell'importante sito di epoca romana ormai restaurato, Isabella Nobile, conservatrice del Museo Archeologico Giovio, non nasconde il rammarico per i ritardi accumulati. E dà la tabella di marcia per l'intervento. «Tutto è pronto per partire. La Porta sta per essere aperta». Oh, che bella notizia. E quando? «Il restauro comprendeva la sistemazione dei reperti che prima erano in condizioni disastrose in una sala apposita, al piano interrato. I locali in cui lavorava il custode della Parini ospiteranno postazioni multimediali che nell'ambito del programma con finanziamenti europei "Cultura 2000" racconteranno la città romana e le sue fortificazioni con tre tour virtuali, compresa l'analisi delle tecniche costruttive usate dai romani». Un grande sforzo didattico. «Sì - dice la Nobile - curato direttamente dai Musei civici del capoluogo. I lavori di restauro purtroppo sono andati a rilento oltre il dovuto, ora si tratta di acquisire le attrezzature come computer, proiettori e schermi, per poter far "girare" i materiali multimediali di supporto, che sono già pronti. Compreso un breve filmato del regista Paolo Lipari». Del tutto, come si diceva, accendendo un cero si potrebbe fruire entro giugno. Ma il punto vero è che non si sa chi terrà aperto il sito. «È lo stesso problema che la Soprintendenza ha sollevato per la fruizione delle terme romane di viale Lecco, sotto il nuovo autosilo del Valduce - dice l'esperta - Si potrebbe istituire una visita alla Como romana che contempli entrambe le strutture, la Porta e le terme. Si prevede di distaccare un custode dal museo al sito di via Cantù, ma sono dettagli da mettere a punto. Va anche precisato che la visita - reale e virtuale - alla Porta non è da mordi e fuggi, richiede almeno un'ora». Aprire il sito sembra un obbligo, alla luce di quanto speso: in tutto ben 470mila euro. Finanziati da Fondazione Cariplo, Comune, Fondazione Comunità Comasca, Unione Europea.