La maxi fattoria si è mangiata 32 milioni ANDREA PIERONI Il nostro mestiere non è quello del fattore, dal 2007 io ho deciso di vendere ma le tre aste sono andate a vuoto INVIATO A PECCIOLI Tutta colpa del paesaggio. Ci fossero stati dei granai, qualche tettoia per gli attrezzi agricoli, almeno una schiera di villette coi giardini ante-retro, sarebbe bastato un piano di sviluppo. Il gioco era fatto. Invece quei 1477 ettari a est di via della Fila sono un museo a cielo aperto, un condensato della Toscana rurale di cent'anni fa, un viaggio nel tempo consentito dalla Fondazione Gaslini che, in epoca di cemento facile, seppe resistere alla tentazione di frammentare e costruire. Tutta colpa del paesaggio e della voglia di mantenerlo intatto, insieme a una buona dose di presunzione di alcuni amministratori incuranti dell'uso che facevano del denaro pubblico, se nel 2004 la Provincia di Pisa s'imbarcò nell'avventura di acquistare la porzione di Tenuta estesa per 611 ettari nel comune di Palaia con 36 casolari, l'edificio della "Tabaccaia" e la grande fattoria di Montefoscoli. Il tutto per 14 milioni e 900 mila euro - sì, proprio 14,9 milioni - da restituire al Monte dei Paschi in 20 anni. A conti fatti gli amministratori si sono rivelati cattivi immobiliaristi e cattivi fattori, con scelte che sui contribuenti gravano per circa 1,3 milioni di euro annui, se alle rate del mutuo aggiungiamo il disavanzo dell'azienda agricola interamente in mano pubblica. Ancora colpa del paesaggio, stavolta nelle sue prospettive turistiche, se negli stessi giorni la Belvedere Spa, gestrice della discarica di Legoli e in possesso di grande liquidità ma non dell'intuito immobiliare, acquistò l'altra parte dell'ex Fondi Rustici Gaslini nel confinante comune di Peccioli: 866 ettari di terreno, 36 poderi rurali e 10 case nel centro storico del paese. L'affare fu chiuso per 17 milioni, pagati sull'unghia dalla Belvedere, il cui capitale sociale era già saldamente nelle mani del Comune (per una quota del 62,16) e in quelle di ottocento piccoli azionisti. AMBIZIONI FRUSTRATE La Belvedere ha congelato i propri sogni affaristici, svuotandoli di ogni scadenza. Il concorso internazionale d'idee ha prodotto risultati deludenti. E il fondo d'investimento istituito trasformando in società di gestione del risparmio la Finev, finanziaria controllata dal Comune di Peccioli, sarà chiuso a fine mese, non riuscendo a garantire i 40-60 milioni indispensabili per avviare un intervento dal valore finale pari al doppio. La Provincia di Pisa, da parte sua, visti i risultati ha abbandonato il proposito di mettere in moto un incubatore per aziende turistiche e la società agricola, benché riconvertita alle colture biologiche, viaggia a scartamento ridotto. Con i suoi 36 ettari vitati potrebbe sfornare 700mila bottiglie di vino, commercializzate sotto i nomi di "Asopardo" e "Muro dell'Aquila". Però manca addirittura la cantina e difficilmente viene oltrepassata quota 12mila. Morale: già nel 2007, a neppure tre anni dall'acquisto, i 611 ettari dell'amministrazione pisana - compresi 33 dei 36 casolari, la "Tabaccaia" e la villa di Montefoscoli - sono stati messi in vendita, con una base d'asta di 18 milioni. TRE ASTE A VUOTO La legge finanziaria del 2007, varata dall'ultimo governo Prodi, ha imposto agli enti pubblici di cedere i beni privi di finalità istituzionali «e il nostro mestiere non è quello del fattore» dice Andrea Pieroni, alla guida della Provincia di Pisa. L'acquisto fu fatto dal presidente uscente Gino Nunes, a due mesi dalla scadenza del mandato, suscitando una certa freddezza nel successore, costretto come si vide ad accollarsi un mutuo pesante e un'azienda agricola dai conti fatalmente in rosso. Ora la voragine è difficile da colmare. Tre aste sono andate a vuoto benché la seconda (nel 2008) abbia avuto per aggiudicataria la Futura Progetti di Quarrata. «In realtà non ci fu pagata nemmeno la prima tranche. Così abbiamo avviato la revoca dell'aggiudicazione e chiesto il pagamento dei danni», aggiunge il presidente della Provincia. In ogni caso, nulla di fatto. Invece la clausola del laborioso passaggio di quote dal pubblico ai privati, previa costituzione di due società, mandò deserta la prima asta, quando di crisi non si sentiva parlare. A questa punto la Provincia potrebbe vendere a trattativa privata: «Noi però non vogliamo disfarci della tenuta - annota il presidente -, ma solo evitare la divisione per lotti». L'UTOPIA DEL FONDO Il tempo stringe. Non solo per la stretta finanziaria, ma pure perché le province vanno verso lo scioglimento: i 611 ettari passeranno alla Regione? Al demanio statale? Altrimenti a chi? Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli fino al 2004 e ora presidente e amministratore delegato della Belvedere Spa, mette le mani avanti: «Non c'interessano. Nemmeno a noi le cose sono andate come speravamo, ma a vendere c'è tempo». Possono aspettare perché rispetto al 2004 la composizione sociale è cambiata di poco, con i piccoli azionisti passati da 800 a 900. La maggioranza è rimasta saldamente in mano al Comune di Peccioli (63), che all'epoca attinse alle casse pubbliche per una speculazione a conti fatti mal riuscita. E pur volendo ammettere che il capitale sia rimasto intatto nonostante il decremento dei valori immobiliari dovuto alla crisi, da 8 anni i soldi della comunità pecciolese sono immobilizzati in un business infruttuoso. Tanto più che il fondo d'investimento della Finev non ha funzionato, costringendo a una scelta: prorogarne la durata oppure iniziare con piccole ristrutturazioni sui 36 casali, nella prospettiva immediata di attirare un turismo minimale. Tutt'altra angolazione rispetto a pochi anni fa, quando l'ottimismo impregnava calendari e depliant ora divenuti obsoleti, quasi appartenessero a un'altra epoca. VECCHIE RUGGINI Il tempo si è cristallizzato solo per i contrasti. Provincia, Comune di Palaia e quello di Peccioli partirono assieme, dovevano costituire un'unica società per rilevare tutti i 1477 ettari dei possedimenti Gaslini. Non ne fecero nulla. Da allora sono passati otto anni, Macelloni si è iscritto al Partito democratico e Nunes non guida più l'amministrazione provinciale, ma tutti continuano a guardarsi con sospetto, trattenendo a stento frecciate polemiche e allusioni poco sottili. Eppure Macelloni rilancia, visto che la Provincia di Pisa può andare alla trattativa privata: «Vendano al fondo d'investimenti». Ma è un'idea che gli esce di getto, alla quale neppure lui crede fino in fondo: solo la crisi farà da arbitro ai destini di quel paesaggio intatto per scommessa e per miracolo.
Il Tirreno
12 Gennaio 2012
TOSCANA - Peccioli: la strana storia dei 1500 ettari della Fondazione Gaslini acquistati dalla Provincia di Pisa e dalla società che gestisce la discarica
AN
Antonio Valentini
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Il Tirreno · 12 Nov 2006
Beni culturali, servono soldi e idee
Il Tirreno · 12 Dic 2007
PISA - Palazzo della Canonica alla Normale Ospiterà parte della biblioteca che è fornita di un milione di volumi
Il Tirreno · 7 Ago 2008
TOSCANA - URBANISTICA: Milioni per completare Cisanello
Il Tirreno · 9 Nov 2008
PISA - La nuova Pisa nasce dalle navi romane
Il Tirreno · 26 Mag 2010
Venturina, la corsa al cemento. Comune sotto accusa per il boom di costruzioni: 700 alloggi in 5 anni
Il Tirreno · 7 Giu 2010
TOSCANA - Scempi di calcestruzzo. Dalla costa all'Elba, tante brutture che sfregiano il territorio
Il Tirreno · 17 Ago 2010
TOSCANA - CEMENTO - Capalbio, una tregua armata
Il Tirreno · 13 Ott 2010
TOSCANA - Là dove c'era la collina adesso c'è... A Chioma, comune di Rosignano, il cemento cancella una fetta di bosco
Il Tirreno · 2 Nov 2010
TOSCANA - case costruite su pendii ripidissimi senza calcolare il rischio idrogeologico
Il Tirreno · 3 Nov 2010
MASSA. Condannati a costruire Tra furbetti del condono e famiglie senza tetto
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Il Tirreno · 12 Gen 2010
FOLLONICA. Il museo secondo Vanni. Premio all'ideatore del Lu.c.c.a
la Repubblica · 13 Gen 2010
MILANO - IL Centro per larte contemporanea Pecci di Prato apre una dépendance a Milano.
Il Tirreno · 13 Gen 2010
TOSCANA - Un tavolo per rilanciare San Miniato
Il Tirreno · 13 Gen 2010
SAN MINIATO. San Genesio, è l'anno del parco
Il Tirreno · 13 Gen 2010
TOSCANA. L'ex manicomio di Maggiano diventa un centro di documentazione multimediale
Italia Oggi · 14 Gen 2010
TOSCANA - Firenze, Cascine allo stato in cambio della Fortezza da Basso
il Centro · 14 Gen 2010
ABRUZZO - Beni culturali, arrivano 12 milioni
Il Tirreno · 14 Gen 2010
VOLTERRA. Chiama e vinci un ingresso al museo: il concorso
L'Arena · 15 Gen 2010
PATRIMONIO. Sceneggiato sui carabinieri del nucleo tutela culturale?
Il Tirreno · 15 Gen 2010
BUTI. Il degrado assedia Castel Tonini
il Giornale · 16 Gen 2010
Antichità trafugate: Lazio regione più colpita
la Repubblica · 16 Gen 2010
FIRENZE - CEMENTO. Se la Cittadella è in bilico il patron prende tempo
Il Tirreno · 16 Gen 2010
AMBIENTE - non seguiamo Adamo ed Eva, conserviamo il Paradiso
Il Tirreno · 16 Gen 2010
No al nucleare da 15 Regioni. Incostituzionale la legge sull'atomo: anche Firenze la impugna
Il Tirreno · 17 Gen 2010
TOSCANA - Soldi per restaurare il Castello
Il Tirreno · 17 Gen 2010
TOSCANA - Tassignano, il futuro dello scalo in armonia con il contesto della Piana
Il Tirreno · 17 Gen 2010
TOSCANA - In mostra a Pisa le ultime tecnologie per rispettare l'ambiente
la Repubblica · 17 Gen 2010
TOSCANA - Il MINISTRO Matteoli è pronto a sciogliere losservatorio ambientale che ancora non ha dato lok al progetto esecutivo della stazione Foster dei Macelli e del tunnel Tav.
Notiziario Marketpress · 18 Gen 2010
RINASCE AUDITORIUM LA CHIESA DI SANTA APOLLONIA
Il Tirreno · 19 Gen 2010
ORBETELLO. Mura di Cosa, l'ultimo maquillage