Il progetto va anche sottoposto allesame della soprintendenza ai Beni archeologici Sono i vincoli che bloccano ancora il progetto. Quelli che tengono con il fiato sospeso Palazzo San Giacomo. Gli stessi che nel 2003 bloccarono i lavori per i pontili galleggianti a largo Sermoneta. Quelli che la soprintendenza ai Beni architettonici sta studiando per dare latteso benestare alle regate internazionali. Ma allok di Palazzo Reale ora si aggiunge un altro step, il sì della soprintendenza ai Beni archeologici. «Il Comune ci ha assicurato che entro domani vedremo il progetto - chiarisce il soprintendente Stefano Gizzi - e la prossima settimana nella conferenza dei servizi potremo concludere. Lidea è, dopo la valutazione, di chiedere un parere ad un organo superiore e arrivare ad una soluzione. Il mio metro di valutazione resta, comunque, il decreto del 2005». Il progetto va sottoposto anche alla soprintendenza archeologica: «È necessario ogni volta che si interviene in acque profonde tutelate», precisa Gizzi. Poi, a dare la svolta, potrebbe intervenire la Direzione regionale o lufficio legislativo. «Lessenziale è che il progetto sia di qualità e che lasci una migliore condizione dello stato dei luoghi - conclude il soprintendente - mi riferisco alleventuale restauro della Villa comunale, ai massi che devono essere naturali, che siano strutture rimovibili e che su via Caracciolo non ci siano arredi». Il decreto al quale si riferisce Gizzi è quello imposto dallallora direttore regionale Stefano De Caro, datato 28 settembre 2005, è definito vincolo di "rispetto" e serve a tutelare la visibilità e lintegrità dei monumenti in quel tratto di lungomare. Impone, a questo proposito, vincoli molto stringenti. «Larea di rispetto nei confronti di Castel dellOvo e del muro frangiflutto del lungomare di Napoli - si legge nel documento - che si estende dal largo Sermoneta al Molosiglio, è individuata al fine di evitare che sia messa in pericolo lintegrità, che non sia danneggiata la prospettiva o la luce o siano alterate le condizioni di ambiente e decoro dei beni». È sottoposta a tutela la fascia a mare che va dal largo Sermoneta al Molosiglio per una profondità di 100 metri. Sono vietate - per la zona antistante che dal largo Sermoneta arriva fino alla radice del molo di Mergellina e per la fascia che si estende oltre il porto di Mergellina e arriva fino a Caracciolo, via Partenope, Castel dellOvo e via Nazario Sauro - «piattaforme in muratura, nuove baracche o prefabbricati, ormeggi stagionali, passerelle, pontili, boe fisse e simili in acqua, finalizzati allormeggio dei natanti, nonché tavolati, passerelle ed attrezzature da spiaggia al di sopra delle scogliere». Imposte prescrizioni anche sulle scogliere «i lavori di realizzazione di nuove scogliere in sostituzione di quelle esistenti, devono essere preceduti da progetti esecutivi corredati da studi specialistici e meteomarini che assicurino la salvaguardia del decoro». Castel dellOvo resta al centro dellinteresse degli americani: ledificio storico è stato richiesto come quartier generale e base dazione per i loro uffici, a due passi dalla zona Vip, prevista allinterno del Circolo del tennis.