Nome Flavio, cognome Anfiteatro, nome di battaglia Colosseo, professione monumento celeberrimo nel mondo, che rischia di diventare famigerato: riesplodono le polemiche sul contratto di sponsorizzazione di Diego Della Valle per i lavori di restauro dell'antico circo capitolino dei gladiatori. Sollecitato da una denuncia del Codacons, l'Antitrust ha inviato al commissario straordinario per il sito archeologico una serie di rilievi e di quesiti, alcuni non privi di fondamento, proprio su questo accordo che prevede l'erogazione di 25 milioni di euro da parte della ditta Tod's. Non si tratta di un parere definitivo - il ministero dei Beni e delle Attività culturali ha 60 giorni per replicare -, tuttavia la comunicazione dell'autorità garante per la concorrenza arriva, puntuale come una maledizione, a pochi giorni da una sentenza del Tar, dove pende un analogo ricorso del Codacons: se la sentenza sospendesse il contratto con Della Valle rimandando tutto al Consiglio di Stato, i lavori di restauro sarebbero bloccati. Le osservazioni non appaiono tutte egualmente convincenti: l'Antitrust sottolinea come nel caso del Colosseo lo sponsor non si sia assunto «la responsabilità del completamento dell'attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l'appalto a terzi o l'esecuzione diretta dei lavori, anche mediante imprese esecutrici dei lavori», come prevederebbe la normativa sulle sponsorizzazioni. Un rilievo incongruo nel caso di un monumento la cui tutela e cura sono del ministero. Quanti vorrebbero fosse lo sponsor a decidere da chi e come siano fatti i lavori in un luogo come il Colosseo? Più cogenti appaiono invece le osservazioni sul modo in cui è stato negoziato l'accordo che, dopo un bando andato deserto, è avvenuto per «procedura negoziata», cioè diretta, con sole tre aziende: Rayanair, Finit e Tod's. Da una parte i garanti segnalano che «l'accordo prevede una durata del periodo di sfruttamento dei diritti ben superiore ai limiti introdotti dall'Avviso». DIRITTI PROLUNGATI In sostanza il contratto prevederebbe per Della Valle maggiori vantaggi di quanti non ne concedesse il bando. Inoltre, l'Antitrust nota che dopo aver ricevuto l'offerta di Della Valle il ministero ha concesso solo 48 ore alle altre due aziende per presentare la contro-offerta, davvero un po' poco. Nel marasma della polemica non si è fatta attendere la risposta di Roberto Cecchi, oggi sottosegretario ai Beni e Attività Culturali, ma al tempo tra i fautori dell'accordo come Commissario straordinario per l'area archeologica di Roma e Ostia: «Sono nel giusto. Con il Colosseo abbiamo aperto una nuova strada per creare una norma nella materia. E il nostro modello è stato ripreso per la legge su Pompei», ha replicato sicuro di sé. Per la cronaca, una legge che ha causato non poche perplessità e polemiche. «Tod's chiedeva una risposta immediata. E non c'era tempo da perdere. Da qui le 48 ore», ha concluso Cecchi. Sono parole che mostrano bene come la normativa sulle sponsorizzazioni a favore del patrimonio artistico sia carente e come negli ultimi dieci anni, in un clima di feroci tagli ai finanziamenti per la cultura, abbia dato luogo a soluzioni non sempre pienamente trasparenti e condivisibili. Nel caso specifico, come ha rammentato il coordinatore del settore Cultura del Pd, Matteo Orfini, «Francesco Giro allora sottosegretario e Gianni Alemanno sindaco di Roma hanno forzato l'amministrazione (cioè il ministero, ndr) a una procedura d'urgenza senza darle il tempo di misurare le modalità del bando». Il tutto per poter sbandierare un risultato a detta di molti risicato, infatti i 25 milioni di euro di Della Valle sarebbero pochi per il ritorno di immagine che ne scaturisce. Resta tuttavia che questa è l'unica grossa sponsorizzazione indirizzata verso i benirulturali, e mentre i piccoli crolli di questi giorni fanno grande scalpore sui giornali, il Colosseo soffre per un urgente bisogno di restauri.
ROMA - Colosseo sui restauri firmati Tod's ricorsi e polemiche
Il commissario straordinario per il Colosseo, Flavio Anfiteatro, è stato sollecitato dall'Antitrust a rispondere alle sue osservazioni sul contratto di sponsorizzazione con Diego Della Valle per i lavori di restauro dell'antico circo capitolino. L'accordo prevede l'erogazione di 25 milioni di euro da parte di Tod's, ma l'Antitrust ha sollevato alcune questioni sulla sua legittimità. Il contratto è stato negoziato con una procedura d'urgenza e prevede una durata del periodo di sfruttamento dei diritti superiore ai limiti introdotti dall'Avviso. L'Antitrust ha anche sollevato questioni sulla mancanza di trasparenza nella procedura di negoziazione.
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