Lombardo e Missineo: "Dice una bufala" Miccichè attacca "Follia da ignoranti" Lassessore ribatte "È una non notizia chiederemo i danni" Il museo ha le porte aperte, ma le sale vuote: gli spazi espositivi di Palazzo Riso, il museo di arte contemporanea di corso Vittorio Emanuele, da oggi saranno chiusi. Lultima mostra, "Sotto quale cielo", si è appena conclusa, ma dalla Regione non sono ancora arrivati i fondi comunitari, 12 milioni in tre anni di risorse Por, che la direzione attendeva per proseguire le attività e cominciare lallestimento di una nuova mostra. «Di fronte alla mancanza di certezze riguardo alle risorse europee destinate al museo siamo costretti ad annunciare la chiusura di questa esperienza e la sospensione di ogni attività»: ecco la comunicazione che ieri mattina la direzione di Palazzo Riso ha pubblicato sul suo sito. E che ha scatenato una vera e propria guerra: da un lato il direttore del museo, Sergio Alessandro, dallaltro lassessore ai Beni culturali Sebastiano Missineo che ha attaccato duramente il direttore del museo. «La chiusura è una bufala», ha detto subito dopo aver incontrato Alessandro. La cui testa è pronta a rotolare, probabilmente già oggi. Il museo Riso è al centro di una guerra di potere, uno scontro politico che nulla ha a che fare con larte e che vede contrapposti Raffaele Lombardo e il leader di Grande Sud Gianfranco Miccichè, big sponsor di Sergio Alessandro. Ieri Miccichè ha definito la chiusura del museo «una follia da ignoranti». «Non cè nessuna chiusura, questa è una non notizia» ha attaccato Missineo pronto a chiedere un risarcimento. «Credo che adesso chi ha provocato questo danno debba pagare», ha detto in serata il presidente della Regione. Ma il Riso chiude oppure no? Le porte della struttura resteranno aperte, ma le sale espositive saranno vuote. I venti dipendenti del museo continueranno a prendere servizio. Ma al Riso non ci sarà nulla da vedere, almeno per ora. Il museo attendeva 12 milioni di fondi Por per continuare le attività e inaugurare, i primi di febbraio, una nuova mostra sullimmigrazione. Fondi «per i quali questo museo ha per tempo presentato i progetti e la documentazione necessaria», precisa la direzione che sottolinea come il Riso con una media di 100 mila visitatori dal 2009 sia «il secondo museo più visitato della Sicilia dopo il museo archeologico di Siracusa». Missineo non ci sta: «Palazzo Riso non sospenderà lattività», dice definendo la nota della direzione «stupefacente e infondata», paventando «un irreparabile danno di immagine alla Regione e al suo erario» e sottolineando che la struttura museale di corso Vittorio Emanuele è quella che ha ricevuto più fondi dalla Regione «490 mila euro». E le nuove risorse? I progetti Por «sono in fase di istruzione e saranno finanziati, ove conformi alla normativa vigente», dice lassessore. Intanto gli artisti si sono mobilitati e due giorni fa hanno organizzato una riunione di protesta al museo: Dove a giorni cominceranno anche alcuni lavori di recupero che secondo la direzione «impediranno lapertura nei prossimi anni». Il neo-presidente dellassociazione Amici del Museo Riso, lex assessore Maurizio Carta, cerca di mediare: «Non abbiamo motivo di dubitare delle parole dellassessore. Speriamo però che le certezze sulle somme arrivino presto perché un museo ha bisogno di programmazione». Contro lipotesi di chiusura si sono schierati il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, le consigliere comunali Antonella Monastra, UnAltra storia, e Doriana Ribaudo, Pid, e il deputato nazionale del Pd Tonino Russo.