In una settimana 2400 firme per salvare il sito borbonico: cè anche lassessore Tuccillo La richiesta: evitare che il monumento finisca allasta e acquisirlo con una fondazione ad hoc Il web contro linerzia della burocrazia. In una settimana 2400 persone firmano la petizione lanciata su Facebook dai movimenti per salvare dal degrado la reggia di Carditello. Finito allasta per i debiti dellente proprietario - il Consorzio di bonifica del basso Volturno - il sito borbonico rischia di essere venduto per pochi spiccioli. Firma anche Bernardino Tuccillo, assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, mentre la Regione corre ai ripari con una fondazione ad hoc. «Ma di fronte al vuoto istituzionale», i cittadini chiedono lintervento della Fondazione Banco di Napoli. La reggia in provincia di Caserta soccombe sotto i colpi dellincuria. Scavalchi la recinzione e sei dentro, nonostante il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere neghi laccesso a pubblico e giornalisti "per pericolo crollo". Non basta neppure il servizio di vigilanza notturna. Ladri e sciacalli portano via ogni notte pezzi del gioiello architettonico settecentesco: spariscono i marmi, i pilastrini e pezzi dellaquila reale alla base dellobelisco. Ma allindomani dellinchiesta di Repubblica, qualcosa si muove. I cittadini raccolgono 2400 firme in rete (http:www.causes.composts941384) per trovare un investitore "sano". Non solo. Preparano progetti di riuso per chiedere finanziamenti. E lanciano una raccolta fondi per restaurare decorazioni e affreschi recuperati alla fine degli anni Novanta con 5 miliardi dal ministero per i Beni culturali, e lasciati marcire dal Consorzio affogato dai debiti. «Vogliamo che la reggia sia acquisita da una fondazione senza scopo di lucro si legge nella petizione tradotta anche in inglese - La camorra aspetta lasta pubblica per fare la migliore offerta. Il prezzo base è di appena 15 milioni». Già due sedute sono andate deserte, la terza è prevista a marzo e se non ci saranno offerte il prezzo scenderà a 10 milioni. La Soprintendenza di Caserta e Benevento ha chiesto lintervento dellAvvocatura dello Stato per fermare la vendita allasta «Ma è troppo debole e lenta lazione delle istituzioni», ribadisce Raffaella Forgione, promotrice della petizione. La lista di nomi punta a un intervento della Fondazione Banco di Napoli. Farà da intermediario lassessore al Patrimonio Bernardino Tuccillo, che venerdì incontrerà i comitati. Ma la soluzione sembra ancora lontana, considerate le difficoltà economiche della Fondazione Banco di Napoli. Le istituzioni, intanto, continuano lo scaricabarile. La Soprintendenza accusa la Regione e viceversa. Il consiglio regionale a dicembre ha bocciato un emendamento alla legge finanziaria che stanziava tre milioni in tre anni per pagare il debito del Consorzio ed evitare che la reggia finisse nelle mani sbagliate. Solo in extremis la Regione si è impegnata a promuovere la costituzione «della Fondazione Carditello, avente come scopo lacquisizione, la promozione e la gestione del real sito borbonico». Ma sul web aspettano i fatti.