Dopo i pareri vincolanti espressi dal Genio Civile e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali il tracciato elaborato con attenzione dagli specialisti della Protezione Civile è ancora solo sulla carta. All'appello, come accade sempre per tanti altri settori, manca il parere della politica. Senza un pronunciamento, un atto, un provvedimento, una scelta da parte del Comune in tutte le proprie sfaccettature, il «bel progetto» redatto dalla Protezione Civile rimarrà tale e nulla di più. Di via di fuga dalle zone perennemente afflitte da crolli di case e smottamenti di terreno si parla e straparla da anni. Soltanto negli ultimi tempi dalle parole si è passati a qualche fatto concreto, come appunto alla stesura di un progetto che prevede precisi interventi sull'assetto urbanistico della zona antica della città. In un primo momento si pensò di realizzare una nuova bretella, su via XXV Aprile, ma poi ci si rese conto che non era il caso, vista la particolare fiabrilità del terreno. Si è dunque deciso di procedere con la realizzazione di una sorta di collinetta, decisamente più stabile. Il tutto attraverso la smussatura attraverso demolizioni chirurgiche di case o porzioni di esse, più o meno dalle parti sottostanti il Duomo. Genio Civile e Sovrintendenza, tutto sommato hanno dato il loro via libera, fermo restando alcune loro osservazioni. Dal mondo politico ancora emerge uno stucchevole silenzio. La speranza è che nelle «segrete stanze» del municipio si stia lavorando con estrema discrezione. Nei giorni l'arcivescovo Montenegro era tornato a tuonare proprio contro l'inerzia della classe dirigente comunale, verso la concessione delle ultime autorizzazioni a creare la via di fuga. Il 2012 è appena iniziato e tutti sperano che sia l'anno giusto. Francesco Di Mare 10012012