Un vero scempio di chi pur di fare soldi si accanisce contro elementi di pregio e di grande valore Carlentini. Il nuovo anno si apre con l'ennesimo furto di rame. E anche stavolta i danni sono stati ingenti. Due colpi in una sola notte: uno portato audacemente a termine e che frutterà parecchio ai cercatori di oro rosso, l'altro invece è fallito probabilmente perché i malfattori sono stati disturbati mentre erano in azione. Saranno le indagini avviate dai carabinieri di Carlentini a risalire agli autori che nella notte di domenica sono riusciti a smontare oltre quindici piastre di rame installate nelle antiche mura urbiche, all'ingresso della città e a tranciare di netto un tratto della ringhiera in ferro, attorno al monumento dei caduti. Quello delle mura urbiche è stato sicuramente un colpo ben congegnato ad opera di chi sapeva che per agire indisturbato, bastava semplicemente staccare il contatore della pubblica illuminazione, per lasciare l'intera via Nazionale al buio. Alle prime luci dell'alba di ieri, ad accorgersi che la zona era ancora totalmente al buio sono stati i residenti che hanno segnalato il guasto all'ufficio tecnico comunale. Immediato è stato l'intervento dei tecnici che, giunti sul posto per verificare eventuali anomalie, si accorgevano che tutte le lastre di rame che ornavano le mura urbiche della città, erano letteralmente sparite. Un vero scempio da parte di chi, pur di racimolare denaro, si accanisce anche contro gli elementi più significativi e apprezzabili delle fortificazioni. Le denunce di cittadini e organi di stampa, il rafforzamento dei controlli delle forze dell'ordine, evidentemente non hanno scoraggiato chi, senza sosta, continua a mettere a segno colpi su colpi, per la disperazione degli utenti, costretti a continui disservizi, oltre ai danni economici per l'ente. Secondo una prima stima da parte del responsabile della manutenzione, il danno ammonterebbe a oltre ventimila euro, che vanno ad aggiungersi al costo per sostituire i venti pali in ferro trafugati nei mesi scorsi, senza contare le botole in ghisa e oltre cento tombini rubati in varie zone della città. Appare strano però che nessuno abbia visto, né sentito niente. Secondo una prima ricostruzione, si potrebbe pensare che a trafugare le pesanti lastre, sarebbe una squadra ben organizzata che avrebbe agito con il cronometro in mano. E potrebbe trattarsi sempre della stessa squadra di malfattori, quella che nel corso della stessa notte ha tranciato di netto un tratto della ringhiera in ferro che delimita il monumento ai caduti, nella centralissima piazza Vittorio Veneto. In quest'occasione però nessun furto. Due tagli netti, a segnare il pezzo da portar via, un tratto di parecchi metri, ma evidentemente forse disturbati da qualcosa o da qualcuno, sono fuggiti lasciando la pesante refurtiva, visibilmente in bilico. Tempestivo è stato l'intervento degli operai del Comune, che hanno messo in sicurezza la parte pericolante della ringhiera, scongiurando eventuali pericoli per i residenti e per i passati. Il furto è stato denunciato dai responsabili del servizio tecnico, ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini. Rosanna Gimmillaro 10012012