Lunedì incontro decisivo anche con i vertici del Parco, gli ambientalisti contrari allinsediamento Larea si estende per 119 ettari ed è una delle ultime oasi dove è possibile ancora incontrare il falco pellegrino e il falco della Regina che vi trovano un habitat ideale Datemi un campo da golf a diciotto buche e vi sollevo il turismo in crisi. Si dimostrano sensibili a questo ormai irresistibile richiamo, indotto dallo straordinario successo del golf e dallesplosione del gossip pruriginoso sui vizi e le virtù dei campioni che lo praticano, anche gli amministratori di Agropoli, una delle porte del Parco del Cilento, i quali, dopo anni di tentennamenti, sono disponibili a seppellire in un cassetto il vistosissimo piano speculativo che prevede una colata di cemento che mortificherebbe il delicatissimo ecosistema della baia di Trentova, una delle più belle e incontaminate del Golfo di Salerno, inclusa nella élite dei siti di interesse comunitario. Ma in cambio chiedono che venga salvato il campo da golf che è ritenuto «indispensabile per il rilancio del turismo cilentano». In questi giorni il dibattito si è fatto aspro, ma le associazioni ambientaliste non sono disposte a patti: la baia va lasciata comè, è la nostra ricchezza. Lunedì 16, però, ci potrebbe essere una svolta positiva al termine di un incontro al quale parteciperà anche il vertice del Parco del Cilento. E larchitetto torinese Roberto Gambino che ha redatto il piano regolatore del Parco e, su incarico della Regione, le linee guida del paesaggio cilentano. Ma non si è pronunciato, almeno ufficialmente, sulla compatibilità del campo da golf. Un passo indietro per ricordare di cosa parliamo. Il disegno speculativo prese forma nel 2007 e ipotizzava la costruzione di circa 400 mini appartamenti con laggiunta di altre strutture, tipo piscine e campi di calcetto. Linvestimento (150 milioni di euro) e i nomi altisonanti della cordata (la multinazionale francese Club Med e Italia Turismo al 51 per cento ex Sviluppo Italia e il 49 diviso in quota tra il gruppo di Emma Marcegaglia, Ifil e Banca Intesa) fecero esplodere il clamore mediatico quanto mai sacrosanto perché il business toglieva respiro al progetto di sviluppo del Cilento che, come commentò Pasquale Raia, responsabile per le aree protette di Legambiente, deve puntare esclusivamente sul turismo di qualità e sul rispetto della natura e del paesaggio. Quattro anni dopo la resa dei conti non cè stata, ma le promesse degli amministratori vanno nella giusta direzione: «Quella è rimasta solo una proposta che noi abbiamo praticamente dimenticato», assicura il sindaco di Agropoli, Francesco Alfieri, «e lo dimostra il fatto che di recente abbiamo firmato un protocollo dintesa con il Comune di Castellabate e con il Parco nazionale del Cilento per puntare su una valorizzazione di Trentova fondata sulla riscoperta dei sentieri e sul recupero dei casolari esistenti». E, ma non lo dice ufficialmente per evitare critiche, sul magico "green" che nellimmaginario collettivo è ormai il jolly che richiama folle di turisti e risolve tutti i problemi. Gli ambientalisti dellassociazione "Altura Campania", però, da questo orecchio non sentono e insistono sulla esigenza non negoziabile di rispettare limpegno per la tutela integrale dellarea che si estende per 119 ettari ed è una delle ultime oasi intoccabili dove è possibile ancora incontrare il falco pellegrino e il falco della Regina, che solo qui trovano un habitat ideale. Il villaggio turistico, tra laltro, aveva dimensioni pari a quelle del mitico Club Mediterranèe di Palinuro finito in macerie ma ancora molto presente nella memoria del Cilento, anche perché gli scheletri orribili dei bungalows stanno ancora lì ad ammonire sugli errori commessi. Da allora a oggi, però, lopposizione degli ambientalisti, cresciuta insieme a una pubblica opinione più avvertita dei problemi del territorio (e qui si impone un richiamo allazione fondamentale svolta da Angelo Vassallo, il sindaco ucciso perché si opponeva al prevalere del malaffare), è riuscita a tenere in stand by il disegno speculativo. Che, però, costituisce ancora una minaccia: «Per noi non lo è - dice con sicurezza il sindaco di Agropoli Francesco Alfieri (Pd) - e lo dimostreremo rispettando gli impegni presi». Tra i quali cè lopposizione a un terrazzamento di sabbia che dal livello dl mare arriva ai campi di tennis. «Trentova», dice Pasquale Del Duca di Legambiente, «va valorizzata ma con interventi rispettosi della sua bellezza».