Alemanno sinfuria, Pd e Idv allattacco. Giro: "Ha vinto il no al recupero" Il Codacons: "Non siamo contro loperazione ma vogliamo procedure corrette" È guerra aperta sul parere dellAntitrust che ieri, su ricorso del Codacons, ha censurato per distorsione della concorrenza laccordo sul restauro del Colosseo affidato alla Tods di Diego della Valle. «Sono sconcertato per lostinazione con cui si vuole far saltare un appalto così importante», si è subito infuriato il sindaco Alemanno, dando la colpa alla «battaglia ideologica» ingaggiata contro il marchio del lusso made in Italy. «Il Garante ha fatto solo unosservazione, non è unindicazione di carattere cogente», ha incalzato. «Bisogna farla finita con i ricorsi e le capziosità giuridiche, alla fine le sentenze ci daranno ragione, è solo una perdita di tempo». Una presa di posizione netta, assunta per difendere unintesa da lui inseguita per due anni e tentare di arginare la polemica politica. Fatica vana. «È quasi matematico. Dove mette lo zampino Alemanno, prima o poi, scoppia qualche magagna», ha attaccato il segretario del Pd Marco Miccoli. «La relazione dellAntitrust è la miglior risposta a quanti nei mesi scorsi hanno bollato noi dellIdv come faziosi profeti di sventura per aver segnalare, già un anno fa, una serie di irregolarità nella procedura di selezione degli sponsor», gli fa eco la consigliera regionale Giulia Rodano. Ironico il leader dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio: «Eccoci al nuovo episodio dellImprevedibile mondo di Alemanno. Dopo il cinepanettone sullalbero di Natale di piazza Venezia, il nuovo anno si apre con unaltra brutta figura per il sindaco di Roma. Che ormai è il Re Mida al contrario, tutto ciò che tocca va in rovina». Sconfortato il capogruppo capitolino dellUdc Alessandro Onorato: «Un accordo fondamentale come quello per il restauro del Colosseo rischia di saltare perché la politica ancora una volta ha fallito». Accuse che la Uil Beni Culturali allarga anche al regista delloperazione Tods, lex commissario straordinario per larea archeologica di Roma Roberto Cecchi, ora sottosegretario al Mibac: «Erravano stati i primi a denunciare il suo gravissimo e irresponsabile comportamento, il regalo ad un imprenditore che ha fatto bene il suo mestiere con una operazione commerciale e mediatica senza precedenti. Oggi lantitrust riconosce legittime tutte le nostre osservazioni». Sulla stessa linea il Codacons: «Il nostro fine non è certo quello di impedire il restauro del Colosseo, come sostiene Alemanno», spiega il presidente Carlo Rienzi, «al contrario noi pensiamo che lunico mezzo possibile per raggiungerlo è la correttezza assoluta di tutte le procedure». Ma lex sottosegretario Francesco Giro è pessimista: «Ormai è chiaro, il restauro del Colosseo non si farà, ha vinto il partito del no».
ROMA - Colosseo e sponsor, bufera sullo stop dellAntitrust
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha reagito con irritazione all'annuncio dell'Antitrust che ha censurato l'accordo sul restauro del Colosseo tra la Tods e il Codacons. Alemanno accusa la battaglia ideologica contro il marchio del lusso made in Italy. Il Garante ha solo fatto un'osservazione, non un'indicazione di carattere. Il Codacons ha difeso la sua posizione, affermando che il suo fine non è impedire il restauro del Colosseo, ma ottenere la correttezza assoluta delle procedure. Il segretario del Pd, Miccoli, è stato attaccato da Alemanno. Il leader dei Verdi del Lazio, Bonessio, ha criticato Alemanno, chiamandolo "Re Mida al contrario".
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