I primi cittadini: «Così si perdono posti di lavoro e possibilità di sviluppo, pronti a dimetterci». Enti locali ed associazioni culturali insieme contro la chiusura del sito archeologico di Longola. Una cinquantina di cittadini di Poggiomarino e dei comuni vicini, accompagnati dai propri sindaci, si sono dati appuntamento ieri mattina davanti al luogo in cui nel 2000 furono scoperti i resti di un antico villaggio risalente al XV-XVI secolo a.C.. Gli scavi rischiano, forse già da oggi, di essere interrati sotto quintali di argilla, a causa della mancanza dei fondi necessari ai lavori. E con gli scavi saranno forse seppelliti pe sempre i sogni di realizzare un parco archeologico volano di possibile turismo e sviluppo culturale della zona. Chiara la posizione della dottoressa Linda Solino, responsabile dell'associazione "Terramare 3000" e organizzatrice del sit-in: «Con la chiusura del sito - avverte - si rischiano di perdere posti di lavoro, quando da questo luogo potrebbe partire un vero e proprio rinascimento sociale per i nostri territori. Penso alla creazione di un vero e proprio itinerario archeologico che comprenda i ritrovamenti della Valle del Sarno, gli scavi di Poggiomarino, le ville romane di Terzigno e gli altri reperti rinvenuti in zona. Abbiamo riscontrato negli ultimi anni un atteggiamento a dir poco arrogante da parte della Soprintendenza ai Beni archeologici di Pompei. Per questo ed altri motivi, unitamente ai sindaci presenti, chiediamo le dimissioni del soprintendente, la dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro». Presente al sit-in il consigliere regionale del Pd Antonio Marciano: «Sotterrare questo sito sarebbe uno schiaffo al patrimonio di questi territori», ha detto. L'esponente dei democratici ha peraltro raggiunto telefonicamente il vicepresidente della Regione Giuseppe De Mita. Quest'ultimo si è impegnato a informare al più presto il ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi per trovare soluzioni praticabili alla questione. Ma le promesse della politica non sembrano placare la rabbia dei manifestanti. Gennaro Barbato, del Comitato civico di Ottaviano, tra le associazioni che hanno aderito alla protesta, avverte: «Siamo pronti a nuove forme di protesta per impedire questo scempio. Personalmente, sto pensando a un vero e proprio presidio per impedire ai camion di sversare l'argilla». Ci va giù duro anche il sindaco di Striano Antonio Del Giudice: «Non possiamo assolutamente perdere questo treno, proprio mentre sta per nascere la stazione Vesuvio Est dell'Alta Velocità. Noi sindaci siamo pronti persino a dimetterci», dice. Leo Annunziata, primo cittadino di Poggiomarino, conclude gli interventi delle autorità presenti: «Siamo qui contro questa scellerata decisione della Soprintendenza. Istituiremo presto un tavolo a cui parteciperanno istituzioni e associazioni per discutere le possibili iniziative da portare avanti per salvare quest'area».