CENTRI commerciali, Toscana a rischio "deregulation". Il decreto "Salva-Italia" del governo Monti conferma la direttiva Bolkenstein: liberalizza cioè non solo gli orari del commercio ma anche le autorizzazioni. E la Regione corre ai ripari nel tentativo di fissare nuove regole alla luce del nuovo quadro normativo. «Prima la Bolkestein e poi il decreto Monti hanno messo in discussione i vecchi criteri dei metri quadrati», dice l' assessore regionale al commercio Cristina Scaletti. E adesso dovranno essere trovate delle regole diverse. Quali? Lo stesso decreto "Salva-Italia" stabilisce alcuni vincoli al libero insediamento delle attività commerciali oltre i 2.500 metri quadrati di superficie di vendita (e fino a 15mila). Ovvero, «quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell' ambiente, ivi incluso l' ambiente urbano e dei beni culturali», si legge nel comma successivo a quello che liberalizza gli orari (è l' articolo 31 del testo di Monti). E a partire da queste indicazioni, spiega il dirigente del settore commercio della Regione Nino Melara, gli uffici del commercio sono già al lavoro assieme a quelli dell' urbanistica per mettere a punto una normativa regionale. I nuovi paletti. «L' idea di fondo è quella di arrivare a delle zonizzazioni, individuando solo un certo numero di aree idonee ad accogliere i centri commerciali: aree che abbiano tutte le caratteristiche necessarie, da quelle urbanistichea quelle infrastrutturali», spiega l' assessore Scaletti. Ma ci vorrà del tempo. Siamo ancora lontani dall' individuare le aree a sviluppo commerciale consentito. Solo a primavera si prevede che la giunta regionale potrà trasmettere al consiglio regionale il testo di modifica delle vecchie norme. E visto che il "Salva-Italia" è entrato in vigore col nuovo anno si rischia un periodo di vuoto, di "deregulation". «E' un rischio», dice anche Scaletti. Perché in questa fase le grandi catene di distribuzione o i grandi gruppi potranno chiedere nuove autorizzazioni. E se accadrà come potrà la Regione fermarli? «Ci sono pur sempre le salvaguardie urbanistiche», avverte l' assessore Scaletti. E chi, fino al varo delle nuove norme, proverà a forzare la mano approfittando del "vuoto" si troverà come minimo il muro legale della Regione: «Verranno fatte le opportune valutazioni dal punto di vista giuridico», si precisa dalla Regione. Ma si tratterà comunque di pochi mesi, si assicura. Le nuove regole autorizzative verranno messe a punto al più presto. «Non siamo al bomba libera tutti, arriveremoa definire un vero e proprio "master plan regionale" che confermerà il sistema autorizzativo», dice il dirigente Melara. Si percorrerà in sostanza la stessa strada tentata nel caso della liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura: la legge regionale del commercio, dice del resto l' assessore toscano Scaletti, è successiva alla liberalizzazione decisa dal governo. «Nella finanziaria regionale approvata prima di Natale si stabiliscono orari di apertura e giorni festivi», aggiunge. E visto che il commercio, insiste la responsabile Scaletti, è «materia di esclusiva competenza regionale» si è poi arrivati ad impugnare il decreto Monti davanti alla Corte costituzionale.
Megastore, addio ai vincoli di superficie la Regione corre ai ripari: ok solo in poche aree
Riassunto in 200 parole:
Il governo Monti ha introdotto il decreto "Salva-Italia" che liberalizza gli orari del commercio e conferma la direttiva Bolkenstein, che autorizza le autorizzazioni per i centri commerciali. La Regione Toscana sta lavorando per fissare nuove regole alla luce del nuovo quadro normativo. L'assessore regionale al commercio, Cristina Scaletti, spiega che il decreto stabilisce vincoli al libero insediamento delle attività commerciali oltre i 2.500 metri quadrati di superficie di vendita, inclusi quelli relativi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente e dei beni culturali. La Regione sta lavorando con gli uffici dell'urbanistica per mettere a punto una normativa regionale.
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