(d. lon.) IL LIBRO mastro della cultura piemontese vale 75 milioni di euro. A tanto ammonta il conto messo a punto dai tre assessori di Regione, Provincia e Comune nel lungo summit della vigilia della Befana. Vertice dove si sono sviscerati i problemi e i nodi settore per settore e dove si è messo nero su bianco quanto i tre enti possono mettere sul tavolo per le varie partite nel 2012. «Siamo ai subtotali», per dirla come l' assessore della giunta Fassino, Maurizio Braccialarghe. «Bisogna vedere seii numeri corrisponderanno poi ai bilanci che usciranno nei prossimi mesi», aggiunge il collega di piazza Castello, Michele Coppola. Il conto, di cui circa 34 milioni a carico di Palazzo Civico, ora verrà presentato al presidente della Regione, Roberto Cota, al sindaco Piero Fassino, e al presidente della Provincia, Antonio Saitta. Il tutto accompagnato dai progetti per trasformare la macchina cultura. In prima battuta la superfondazione Torino Piemonte ArteMusei, che per l' assessore Coppola «deve nascere entro febbraio, massimo marzo, non più tardi». Un gruppo di tecnici e professionisti sta già passando ai raggi X gli statuti dei diversi enti che convoglieranno a nozze e i tipi di contratti. Altra partita chiusa è quella sull' editoria, con il matrimonio tra il Circolo dei Lettori e il Salone del Libro, peccato solo per i tempi lunghi del fidanzamento: prima di vedere le due strutture viaggiare insieme bisognerà attendere la fine dell' anno o l' inizio del 2013. Lo scoglio più problematico è quello dei teatri. La volontà politica è chiara: mettere insieme alcune strutture per razionalizzare e risparmiare. Ma i teatri, come lo Stabile o il Torino Piemonte Europa, rivendicano la propria autonomia. E il Tpe fa resistenza a diventare un gruppo che dipende come macchina dall' ente di via Rossini. E si tratta di partite da cui dipenderà anche l' ulteriore sforbiciata dei conti. Ora la road map, dopo l' incontro con i vertici di Regione, Provincia e Comune, prevede incontri prima con le fondazioni culturali a cui verranno rivisti i budget e a cui sarà chiesto di fare sinergie. Non solo. L' ultimo passaggio prevede un incontro con le fondazioni bancarie, Compagnia e Crt, per chiedere un intervento nei casi in cui i contributi degli enti locali non arriveranno più o saranno insufficienti. «Dopo tutto questo lavoro e percorso è giunto il momento di fare delle scelte», dicono Braccialarghe e Coppola. Decisioni che sono già state ventilate a qualcuno, come la Fondazione che gestisce il Museo del Cinema. Già prima della pausa natalizia Regione e Comune avevano ipotizzato una riduzione dei contributi per il 2012, cosa che porterebbe l' ente ad una revisione dei festival e delle rassegne. E proprio sui vertici del Museo del Cinema c' è un altro nodo da sciogliere: Alberto Barbera, nuovo direttore della Mostra del Cinema di Venezia e direttore del Museo di Torino. Manterrà entrambi i ruoli? La discussione è in corso e da parte della Regione e dell' assessore Coppola è stato chiesto un supplemento di riflessione prima di prendere una decisione definitiva.