Una spiegazione alla mancanza di interesse per il bando regionale il parco di sabucina «Neanche uno straccio di offerta per la gestione dei beni culturali della provincia di Caltanissetta ritenuti anti-economici: nel 2010, nell'antiquarium di Sabucina sono stati staccati appena 20 biglietti di ingresso. Un dato veramente sconfortante, incredibile»: è questo il commento del consigliere nazionale di Italia Nostra arch. Leandro Janni alla notizia pubblicata da questo giornale nei giorni scorsi per evidenziare che nessuna impresa privata ha partecipato alla gara indetta dall'Assessorato regionale ai beni culturali per l'affidamento della gestione dei cosiddetti "servizi aggiuntivi" per i beni archeologici "minori" della provincia di Caltanissetta, e più precisamente per l'antiquarium di Sabucina, i musei archeologici di Caltanissetta, Gela, e Marianopoli, e il complesso minerario di Trabia-Tallarita. I "servizi aggiuntivi" sono: biglietteria, prodotti editoriali, organizzazione di eventi, punti vendita, guardaroba e caffetteria, mentre è previsto che la custodia e la tutela resteranno di competenza della Regione. «Comunque sia - afferma Janni - l'assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Missineo non demorde e diplomaticamente afferma che "evidentemente le strutture minori non hanno suscitato l'interesse dei grossi gruppi" e pensa di potere affidare la loro gestione a "piccole aziende che erano rimaste fuori dal mega-bando europeo già effettuato"». Per poi aggiungere: «Cosa dire? Al di là del controverso contesto regionale, se qualcuno ancora nutrisse dubbi sulla pessima amministrazione dei territori della Sicilia centro-meridionale, per nulla inferiori agli altri territori dell'Isola per peculiarità storiche, artistiche e paesaggistiche, questo ulteriore dato negativo confermerebbe l'assoluta inadeguatezza di un sistema politico-culturale che va spazzato via e sostituito al più presto, prima che la situazione precipiti del tutto». Luigi Scivoli 08012012