Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto attacca la decisione del governo di destinare i fondi solo a carceri e Protezione civile Restauri a Villa Pisani di Stra? Rimandati. Quelli (già programmati) per la messa a nuovo della parte decorativa delle Sale Napoleoniche del Palazzo Reale di Venezia? Pure. Quelli per l'avvio dei lavori nelle Tese delle Galeazze dell'Arsenale di Venezia? Nemmeno a parlarne. La decisione del presidente del consiglio Mario Monti, di utilizzare tutti i fondi legati all'otto per mille del 2011 per Protezione civile ed edilizia carceraria blocca sul nascere i lavori di restauro di tutta la regione e mandano nello sconforto le soprintendenze venete. «L'anno scorso ci avevano destinato 4 milioni di euro spiega Ugo Soragni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto - la Regione li aveva incassati temporaneamente e poi li aveva usati per le manutenzioni e i restauri dei beni regionali più importanti tra quelli di competenza statale. Con questa scelta c'è uno sgradito ritorno alle consuetudini degli ultimi anni: ovvero l'utilizzo improprio dell'otto per mille. Prima era per le missioni di pace ora per le carceri. Capisco, certo che sia un'esigenza importante, ma su quei fondi gli enti culturali e territoriali hanno sempre contato, ora come faranno?». I conti, a livello nazionale sono presto fatti: l'importo totale relativo all'otto per mille dell'Irpef a gestione statale per il 2011 è di 145 milioni di euro. Di questi, 64 milioni di euro sono stati destinati dal precedente governo alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi. I rimanenti 57 milioni sono stati destinati dall'attuale governo alle esigenze dell'edilizia carceraria e per il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri. E a livello regionale è lo stesso Soragni a tracciare a grandi linee le prospettive future: «Sia chiaro: non partirà nessun progetto. Tra le destinazioni prioritarie per il Veneto ci sarebbero state la sistemazione dell'impiantistica di Villa Pisani (uno dei siti più visitati anche a livello nazionale) poi l'Arsenale di Venezia, per il quale si attende da anni di poter avviare i lavori, ma anche luoghi d'arte minori come la villa di Volargne di Dolcé, vicino a Verona». Come a dire: via 4 milioni in un soffio. Via anche tutti i restaturi possibili. E nei giorni scorsi era stato lo stesso ex ministro alla cultura Giancarlo Galan a prendere posizione, sostenendo la necessità che il nuovo ministro, Lorenzo Ornaghi, avviasse una battaglia per salvare le quote-cultura (forse anche perché lo scorso anno tra gli autori più ferventi della «promessa» di nuovi finanziamenti per la cultura c'era stato proprio lui). '«E' stato uno scippo inaspettato, un gravissimo errore dalle conseguenze drammatiche. Brutalmente, il ministro Ornaghi si è fatto mettere i piedi in testa dal Guardasigilli ha detto in un'intervista a Repubblica Giancarlo Galan -Ornaghi doveva sbattere i pugni sul tavolo quando gli toglievano quei soldi da sotto al naso»'. Alice D'Este
VENEZIA Senza i soldi dell'8 per mille salteranno tutti i restauri
Il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni, ha criticato la decisione del governo di destinare i fondi dell'otto per mille del 2011 solo per la Protezione civile e l'edilizia carceraria. Soragni sostiene che i fondi erano destinati per i restauri dei beni culturali e paesaggistici, tra cui la Villa Pisani di Stra e l'Arsenale di Venezia. La decisione del presidente del consiglio Mario Monti ha bloccato i lavori di restauro in tutta la regione e ha mandato nello sconforto le soprintendenze venete.
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