Non è la soluzione ma se non altro è un primo segnale di attenzione dopo il «grido d'allarme» sollevato da numerose associazioni ambientaliste e non di Foggia a proposito del destino di quel che resta della «Masseria Giardino» . Un «grido d'allarme» che, per la verità, era esteso anche alla zona cosiddetta «Pantano» interessata da un progetto di espansione edilizia ora sotto il controllo della Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia. «La masseria è stata messa in sicurezza: ora bisogna sorvegliarla e iniziare quel percorso per rivalutarla in nome della storia, della cultura, del bene storico comune. Lo scorso 2 gennaio 2012, finalmente, Masseria Pantano è stata recintata. Opera dell'ottemperamento dell'Ordinanza Sindacale emessa dal Comune di Foggia nei confronti dei proprietari dei terreni dove sorge la masseria», fa sapere Nico Baratta a nome delle numerose associazioni ambientaliste che avevano appunto sollevato il problema. «Un'Ordinanza emessa dal Sindaco di Foggia, Gianni Mongelli e dal Dirigente all'Urbanistica dello stesso comune, Francesco Paolo Affatato, in data 12 settembre 2011 n4, n Regionale Generale 62 dell'Ufficio Ambientale n4 del 9 settembre 2011. Nello specifico l'Ordinanza sindacale prevede l'adozione di drastiche misure di confinamento con recinzione, interdizione all'ingresso, controllo e sorveglianza. Ordina ai proprietari, inoltre, la rimozione dei rifiuti vari e speciali in zona, la "Messa in Sicurezza" dei manufatti abbandonati che presumibilmente contengono fibre di amianto e dei possedimenti edilizi fatiscenti. E ancora, l'Ordinanza sindacale obbliga i proprietari di cui sopra, allo smaltimento dei rifiuti e il recupero e il ripristino dei luoghi di proprietà», ricorda Baratta che aggiunge: «L'Ordinanza Sindacale parla chiaro: Masseria Pantano dev'essere sicura e recuperata almeno nelle parti fatiscenti pericolose e sporche. L'ordinanza sindacale, ad oggi, è scaduta da circa tre mesi ma a quanto pare i proprietari l'hanno ottemperata, ma in parte, poiché gli interni della recinzione sono ancora pieni di rifiuti e pericoli. Masseria Pantano, purtroppo, è un luogo visitato costantemente dai tossici e dagli scippatori, oltre che animali selvatici (ratti, serpi, volpi) e cani randagi, pericolosi per i residenti del nuovo quartiere sorto da appena un anno e mezzo fa. Inoltre, all'interno v'è ancora il pozzo o fossa granaria aperta, che è stato messo in sicurezza in modo artigianale ma efficace quanto basta per rilevarne il pericolo, quest'estate dal G.A.A.S. L'appello è che questa buca venga recintata a opera d'arte e segnalata con opportuni cartelli visibili anche di notte». «L'auspicio che la Regia Masseria Pantano un giorno possa diventare quel luogo di cultura tale da ridare un volto alla storia e riqualificare non solo il quartiere, bensì l'intera città di Foggia. Qui una volta l'Imperatore Federico II di Svevia, nella oramai distrutta e sotterrata casa dove ora sorge la Masseria, veniva a caccia; l'intera area Pantano comprendeva il casale di campagna dell'Imperatore, la chiesa di San Lorenzo in Carmignano e tra esse il pantano, un lago-palude dove Federico II con i suoi falchi trascorreva ore a cacciare. La storia non ha tempo e la masseria ne ha poco: adoperiamoci affinché il sito storico ritorni a essere quel luogo di storia e cultura da visitare, organizzare eventi facendolo rivivere semmai con la piantagione del tempo federiciano. Ho solo un timore: ora che la Regia Masseria Pantano è stata recintata chi ci assicura che rimarrà interdetta agli estranei? Chi ci assicura che gli interni saranno puliti e nel caso di vegetazione folta, alta e secca non sarà rimossa? Ricordo che in quel luogo, a poco più di qualche metro dalle abitazioni, c'è un pericolo celato: droga, incendi, infestazione di animali selvatici. Non basta recintarla, bisogna controllarla e riqualificarla per ridarla alla collettività. Come dobbiamo, credo, mirare al blocco di ogni attività su quell'area in modo che in futuro nessuno possa vendere i terreni per costruire che significa abbattere la Masseria. La Sopraintendenza ai Beni Culturali dovrebbe interdire ogni attività e conferire al F.A.I. Fondo Ambiente Italiano - la struttura per future riqualificazioni. Solo così si potrà impedire la fine della Masseria», dice tra le altre cose Baratta. Ad occuparsi della vicenda di «Masseria Pantano» è un gruppo di associazioni molto attivo in città: si va dal Fai (fondo ambiente italiano) al Gaas (gruppo di azione e animazione sociale); dal Gad (gruppo archeologico daunio) ai Cicloamici di Foggia; dal Comitato Pantano al Centro studi naturalistici onlus che, proprio sull'espansione edilizia nella zona di «Pantano» ha sollevato la questione tanto da costringere all'intervento appunto la Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia tramite il centro operativo della Daunia di Foggia. La questione della «Masseria Pantano», al pari di tante altre, potrà quanto prima essere meglio affrontata con gli strumenti urbanistici.