La denuncia degli archeologi: «La Soprintendenza faccia qualcosa» SEPINO La «Postierla del Matese» rischia il crollo tra l'indifferenza generale. Si tratta di uno dei quattro varchi che da accesso all'«Ocre Saipinats», la roccaforte sannitica, assediata e conquistata dall'esercito romano nel 293 a.C.. A denunciare le condizioni in cui versa il sito, è un gruppo di archeologi che dopo aver visitato la struttura ha potuto constatare l'attuale stato delle cose. «L'insediamento sannitico raccontano gli appassionati si trova in nella dimenticanza più totale e nell'abbandono, è difficile raggiungerlo e visitarlo e, pur se armati di una carta con il rilievo dei resti archeologici, non è agevole individuare le strutture messe in luce decenni fa. La vegetazione ha preso possesso del territorio, invadendo l'intera area che ne risulta obliterata, scardinando i resti delle mura megalitiche e degli edifici medievali. Come detto però, maggiore attenzione merita la cosiddetta "Postierla del Matese" che, con le sue particolari forme, costituisce probabilmente il simbolo di tutto il sito». Ed è proprio qui che si registrano le maggiori perplessità. «Lo stato di degrado dell'intera struttura è molto evidente e diffuso. Le pietre di architrave aggiungono i testimoni di questo scempio soffrono infatti lo stress di sforzi di trazione, dovuti non solo al carico del peso proprio, ma anche al peso della muratura soprastante». A tutto questo si aggiungono chiaramente le ripercussioni causate dai cambiamenti stagionali, col maltempo che aggrava non poco il degrado, già molto cospicuo, della struttura. Fenomeni che combinano fra loro moltiplicano i loro effetti corrosivi, mettendo a serio rischio la conservazione della Postierla. Un vero peccato se si pensa che il sito è indicato in tutte le guide turistiche e che, di conseguenza, ha un valore davvero elevato, seppur difficile da raggiungere. Il grido d'allarme lanciato dagli appassionati non vuole essere una sterile polemica, bensì un invito ad agire fattivamente affinchè si metta in campo una politica che difenda, in toto, le ricchezze archeologiche molisane. «Mentre fortunatamente Saepinum assorbe le attenzioni e gli investimenti della Soprintendenza archeologica ed accoglie un sempre crescente flusso di turisti evidenziano in molti , il sito in questione appare invece come un insieme scalcinato di ruderi dimenticati da tutti». L'appello è rivolto ad ogni ente preposto alla difesa del territorio, Comune di Sepino, Soprintendenza archeologica e Regione, in modo tale che nel minor tempo possibile vengano al più presto effettuati interventi di manutenzione della «Postierla» e del complesso delle mura del sito ma anche affinché si mettano in campo politiche di valorizzazione dell'intera area. «La "Postierla" rappresenta il luogo per eccellenza dell'identità storica del Sannio preromano spiegano ancora una volta i "difensori" della struttura . Un sito che, senza ombra di dubbio, ha molto da raccontare agli studiosi, oltre che ai molisani, se solo si cominciasse ad approfondirne la conoscenza. Il meraviglioso complesso archeologico di Saepinum-Altilia va valorizzato e, anzi, non lo è al livello che meriterebbe, ma altrettanta attenzione e risorse andrebbero destinate agli altri insediamenti dell'area cantonale sannitica: Saipins in primis che ne è alle origini. La fase romana è solo un aspetto della storia e cultura del nostro territorio».