Con la legge sul federalismo demaniale, tutto il terreno (20 km) e i fabbricati della ferrovia Pisa-Tirrenia-Calambrone passeranno in mano agli enti locali. Questo patrimonio, colpevolmente abbandonato da 50 anni, comprende anche le famose stazioni di Marina di Pisa e di Tirrenia, che giustamente sono vincolate dalla Soprintendenza per il valore storico e architettonico dei fabbricati. Per quello che può servire, faccio appello al Comune di Pisa affinché non svenda le stazioncine per puro scopo residenziale. Tutta la linea e i fabbricati, nonostante la lunga inattività, possono essere riutilizzati insieme al ripristino del servizio pubblico su rotaia. Anche l'Ente Parco prevede nel suo regolamento la ripresa dell'esercizio tranviario. Il 2012 sarà l'anno del litorale e si parlerà molto anche di trammino. L'auspicio è quello di un dibattito responsabile sulle possibilità di migliorare la viabilità per il mare, anche con il recupero (e l'ammodernamento) della ferrovia. Il progetto è economicamente oneroso, ma possibile. È vero, col sentimentalismo e la nostalgia oggi si fa poco, servono soldi e ritorni politici per certe operazioni urbane di grosso calibro. Ma il trammino non è solo ricordi romantici! È una linea che fino a pochi anni fa si è conservata intatta nel suo percorso, quasi a voler mantenere in vita la speranza di rivedere presto in funzione un servizio utilissimo per tutto il litorale, non solo d'estate. Se le stazioni fossero subito vendute a privati, un futuro ripristino del trammino sarebbe irrimediabilmente compromesso. Dopotutto a Firenze la tranvia l'hanno realizzata, i lavori del porto a Marina sono iniziati, l'Ikea si farà, la tangenziale nord-est è prossima. Nel 1985 i finanziamenti per il recupero della linea furono intercettati e utilizzati per altro: c'era ancora un certo tipo di politica che voleva nel dimenticatoio le opere del regime, anche se belle e utili. Oggi è diverso, c'è più apertura e più buon senso; ci sono finanziamenti europei da intercettare in maniera intelligente. Spero vivamente che questo buon senso sia la prospettiva per una nuova fase di splendore del nostro litorale. Fabio Vasarelli Comitato per la salvaguardia e il ripristino della ferrovia del litorale pisano