"Ci vuole il nostro ok perché resta il vincolo monumentale su via Caracciolo" Avanti a tappe forzate. In marzo in soli 8 giorni dovrà essere tutto pronto per il collaudo Coppa America, la Soprintendenza frena il Comune. Anche per i pontili galleggianti serve lautorizzazione di Palazzo Reale. «Via Caracciolo con lo specchio dacqua circostante è unarea sottoposta a vincolo monumentale - avverte il soprintendente Stefano Gizzi - non sono consentite neanche opere rimovibili». Il soprintendente fa chiarezza dopo che lassessore allUrbanistica Luigi De Falco aveva dichiarato che «per opere che non superino i 120 giorni di permanenza, il parere della Soprintendenza non è obbligatorio, per legge». Intanto, dai Palazzi al lavoro in questi giorni, emergono particolari decisivi: ci vorranno 8 giorni per completare i lavori nel marzo dello sprint di Coppa America. Il 10 si apriranno le buste, l11 le imprese saranno già al lavoro, il 19 è previsto il collaudo. Coppa America, niente da fare per il piano B. Anche per i pontili galleggianti è necessaria lautorizzazione della Soprintendenza. Stefano Gizzi, soprintendente ai beni architettonici, gela il Comune che, per aggirare i veti su Coppa America, aveva parlato di opere rimovibili capaci di sostituire i 160 metri di scogliera in più. «Se non superano i 120 giorni di permanenza, il parere della Soprintendenza non è obbligatorio, per legge» aveva detto ieri lassessore allUrbanistica Luigi De Falco. «Non è così - ribatte il soprintendente Gizzi, al quale, finora, non è stato presentato alcun piano - in quellarea parliamo di un vincolo di natura monumentale che vieta su tutta via Caracciolo e sullo specchio di mare adiacente qualsiasi edificazione o intervento, non solo permanente ma anche provvisorio». Insomma, se il vincolo fosse solo di natura ambientale-paesistica, varrebbe la valutazione di De Falco e quindi si potrebbe aggirare il parere di Palazzo Reale. «Invece qui il vincolo è di natura monumentale - prosegue Gizzi - quindi lautorizzazione serve, eccome. Mi riferisco a una legge, la 1089, ci vorrebbe un giurista che la interpreti». Intanto martedì il progetto verrà approvato, giovedì la parola passerà alla Commissione edilizia (insediata il 5 gennaio) che dovrà valutarlo. Poi appena arriverà il via libera, il piano sarà inviato alla Soprintendenza. Linteresse comune è quello di lavorare in squadra e arrivare a un accordo. La Soprintendenza chiede di saperne di più, una visione tridimensionale, uno scorcio prospettico, un rendering. «Spero di incontrare lassessore De Falco nei prossimi giorni - conclude Gizzi - per rilasciare unautorizzazione servono 24 ore, limportante è capire di cosa stiamo parlando e, se si tratta di strutture che non provocano nocumento, tutto il resto può essere superato». Quel che emerge, però, dai continui colloqui tra i Palazzi impegnati in questi giorni frenetici per garantire la kermesse sportiva, è un quadro molto più problematico. Ci vorranno otto giorni per completare i lavori nel marzo decisivo per lo sprint di Coppa America. Il 9 marzo è prevista la conferenza dei servizi, il 10 lapertura delle buste, l11 le imprese dovrebbero essere già al lavoro. Tempi troppo stretti: il 19 marzo è la data possibile in cui si attende il collaudo (20 giorni prima dellinizio delle gare, previste dal 7 al 15 aprile), quindi tutto dovrebbe essere pronto in 8 giorni. Proprio in questo periodo, i lavori potrebbero essere rallentati da unallerta meteo (circa 12 giorni di perturbazioni e mare grosso). In più, se resta valida lipotesi allungamento della scogliera, migliaia di scogli naturali in tufo approderanno su via Caracciolo, allaltezza della Rotonda Diaz. Questa sarà limpresa che il Comune dovrà portare a termine. I tecnici che stanno preparando il piano per il provveditorato delle opere pubbliche avrebbero previsto circa 3 mila camion che, partendo da Fuorigrotta, dovrebbero percorrere viale Dohrn in senso contrario di marcia e depositare così gli scogli sul lungomare. Loperazione delicatissima di trasporto dei massi è stata programmata tra le 5 e le 7 del mattino, considerando lenorme impatto sul traffico. Non è ancora chiara la sporgenza degli scogli. Per la soprintendenza «emergeranno 30, 40 centimetri rispetto al pelo dellacqua» ma, secondo indiscrezioni, i "nuovi" scogli potrebbero affiorare di qualche centimetro in più. Quel che si sa, almeno finora, è che quei massi naturali non verranno rimossi dopo le regate delle World Series ma resteranno sottacqua, se tutto verrà fatto a regola darte. Quello che conta, in realtà, sono anche le opere a terra, il restauro della Villa comunale, il miglioramento del manto stradale e dei marciapiedi. In pratica, tutto quello che deve garantire la vita a terra del team dei tecnici e degli sportivi assieme a sponsor e giornalisti. Insomma, la corsa contro il tempo è cominciata già da qualche settimana. Bisognerà vedere chi sarà più veloce.