Il Campidoglio dà lassenso ad un intervento promosso dal Capitolo della Basilica di Santa Maria Maggiore A sollevare il caso il pd Nanni. Contrario il minisindaco del VII municipio Mastrantonio «Il Comune vuole riscrivere il piano regolatore e anche il Vaticano si trasforma in costruttore». La denuncia arriva dal consigliere capitolino del Partito democratico Dario Nanni e riguarda un progetto per un mega intervento edilizio nel parco di Casa Calda, tra via Walter Tobagi e via Tor Tre Teste. Qui, per un accordo tra il Campidoglio e il Capitolo della Basilica patriarcale di Santa Maria Maggiore, dovrebbe sorgere un insediamento con 36 edifici alti tra i 10 e i 20 metri per un totale di circa 900 appartamenti. In pratica, spiega Nanni, «cè il rischio che vengano edificati 220 o 230 mila metri cubi in unarea vincolata e incontaminata di Agro romano, con una nuova speculazione edilizia e la devastazione di uno spazio verde di interesse archeologico per la presenza dellacquedotto alessandrino». Il progetto, che interessa ben due quartieri tra il VII e lVIII municipio, ha preso il via tre mesi fa: il 26 settembre scorso infatti lamministrazione del patrimonio della Sede Apostolica ha presentato allassessore capitolino allUrbanistica Marco Corsini una proposta di accordo di programma che prevedeva la costruzione dei 36 palazzi. Appena due mesi dopo, il 22 novembre, il dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha convocato una conferenza di servizi per raccogliere pareri sul progetto tra i soggetti interessati. «Un tempismo fuori dal comune» denunciano Nanni e il presidente del VII municipio Roberto Mastrantonio che però spiegano: «Tanta solerzia è dovuta al fatto che tra il Campidoglio e la Sede Apostolica sono in ballo altri rapporti di compravendita di alcune aree della capitale». Un contenzioso che risalirebbe al passaggio in mano pubblica di più di 200mila metri quadrati di aree. Per fermare questo «scempio» il consigliere capitolino ha deciso quindi di presentare uninterrogazione in Aula e la richiesta urgente di convocazione della Commissione urbanistica. Ma non è solo lopposizione capitolina a insorgere. «Stiamo parlando di lavori che riguardano due quartieri, Tor Tre Teste e Torre Maura, dove la viabilità è ancora quella di 30 anni fa sottolinea il minisindaco Mastrantonio che già a dicembre ha convocato unassemblea pubblica per dire "no" al progetto del Comune Questi territori non sono in grado di sopportare un ulteriore peso abitativo: infrastrutture e arterie di collegamento non lo permettono". I comitati cittadini, intanto, stanno valutando lidea di avviare una raccolta firme per non dire addio al parco.