l. s.) Nessuno vuole la gestione dei cosiddetti "servizi aggiuntivi" nei beni archeologici e culturali della provincia di proprietà della Regione. Nessuno ha infatti partecipato alla gara per l'affidamento della gestione indetta dall'assessorato regionale ai beni culturali. I "servizi aggiuntivi" nei beni archeologici e culturali della provincia che la Regione vuole dare in gestione ai privati sono: biglietteria, prodotti editoriali, organizzazione di eventi, punti di vendita, guardaroba e caffetteria nell'area archeologica e nell'antiquarium di Sabucina, nei musei di Caltanissetta, Gela e Marianopoli, e nel complesso minerario di Trabia-Tallarita, mentre la custodia resterebbe di competenza della Regione. Sono stati inclusi nel gruppo dei "servizi aggiuntivi" nei beni archeologici dell'isola che la Regione ha pensato di affidare in gestione ai privati ritenendo di potere così effettuare un salto di qualità per la loro valorizzazione. Per la gestione dei "servizi aggiuntivi" nei siti archeologici tra i più "appetibili", i privati si sono fatti avanti e hanno presentato le offerte per la gara bandita, mentre non c'è stata offerta alcuna per quelli della provincia di Caltanissetta ritenuti anti-economici dal momento che i visitatori sono pochi: nel 2010 nell'antiquarium di Sabucina sono stati staccati appena 20 biglietti di ingresso. Ma l'assessore regionale ai beni culturali Sebastiano Missineo non demorde. Ammette che "evidentemente le strutture minori non hanno suscitato l'interesse dei grossi gruppi" e pensa di potere affidare la loro gestione "a piccole aziende che erano rimaste fuori dal mega-bando europeo già effettuato". 06012012