«Scavalcheremo i cancelli per pulire i resti musivi di Villa Romana». E' di nuovo polemica sullo stato di abbandono dei siti archeologici. A scendere in campo, per denunciare l'incuria in cui versano i resti di Villa Romana, sul Lungomare, è la Pro Loco di Avola. L'associazione, guidata da Peppino Corsico, da qualche tempo ha intrapreso una battaglia per la tutela del patrimonio storico e archeologico della città. «Per l'ennesima volta - ha riferito Corsico - lanciamo un appello alla Sovrintendenza, affinché possa darci la possibilità di gestire il sito o, quanto meno, renderlo fruibile ai turisti». Attualmente, i resti sono inaccessibili. Inferriate perimetrano il sito, coperto, recentemente, da una tettoia. Quest'ultimo intervento non sembra, però, essere stato gradito, per lo meno dal punto di vista estetico, dai cittadini, che hanno definito la tettoia una vera e propria «bruttura». Lo stato di abbandono è segnalato anche dalla crescita incontrollata di erbacce all'interno del sito. Stesso scenario anche nella stradina, adiacente ai resti, che conduce verso la spiaggia. Qui, oltre alla sterpaglia, fanno bella mostra anche rifiuti ingombranti. «Una città come la nostra deve vendere turismo e ambiente e non può permettersi di negare ai turisti l'accesso ai siti archeologici. E' una vergogna», ha commentato il presidente della Pro Loco, rincarando: «Il Comune deve essere più convincente e pressare la Sovrintendenza. Qualcosa si deve pur fare. Non è sostenibile questa situazione per una città come Avola. L'inaccessibilità ai resti di Villa Romana è soltanto un aspetto di un meccanismo mal funzionante. Ci sono problemi di fruizione anche in altri luoghi. E' inconcepibile, ad esempio, che il "Museo palmento e frantoio Midolo" sia visitabile solo su richiesta e non ci sia personale che ne garantisca orari di apertura che si confanno ad un museo, che, specie in estate, quando giungono i turisti in città, dovrebbe essere fruibile a tempo continuato». Recentemente la Pro Loco, in sinergia con le associazioni Avola Antica, Nuova Acropoli e con il Comitato Pantanello, ha ripulito un altro sito di interesse storico: il Dolmen. La costruzione neolitica, non molto distante dai resti di Villa Romana, era sepolta sotto le erbacce e poco visibile. Altri interventi di pulizia sono stati effettuati ad Avola Antica, nelle famose case-grotta. Scoperti casualmente alla fine degli anni '50, durante i lavori di costruzione della strada, i resti di Villa Romana risalgono al periodo ellenistico-romano, all'incirca al II-III secolo avanti Cristo. Furono rinvenute, in quella stessa occasione, statuette a carattere votivo, conservate nel museo «Paolo Orsi» di Siracusa. Cen.Sal. 06012012
SICILIA - Scavalcheremo i cancelli per ripulire Villa Romana
La Pro Loco di Avola ha denunciato lo stato di abbandono dei resti musivi di Villa Romana, sul Lungomare, e ha lanciato un appello alla Sovrintendenza per la tutela del patrimonio storico e archeologico della città. I resti sono inaccessibili, coperti da inferriate e una tettoia che non è stata gradita dai cittadini. La crescita incontrollata di erbacce e la presenza di rifiuti ingombranti nella stradina adiacente sono altri problemi segnalati. La Pro Loco ha anche denunciato la mancanza di personale e orari di apertura per il "Museo palmento e frantoio Midolo".
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