Una realtà museale unica in Italia. Un patrimonio fatto non solo di cultura ma anche di rispetto e senso civico: il Museo archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia racchiude in sé tutti questi aspetti. La struttura è infatti stata resa accessibile a ciechi ed ipovedenti. La libera fruizione degli spazi è frutto di un percorso innovativo ed unico a livello nazionale. Il progetto, avviato nel 2004, è cresciuto gradualmente. Sino a dare dei risultati di assoluto rilievo. L'ente museale diretto da Simona Rafanelli è infatti, ad oggi, tra le realtà di maggior prestigio presenti sul territorio regionale. E non solo. È notizia di questi giorni l'inserimento di uno speciale servizio giornalistico dedicato all'Isidoro Falchi di Vetulonia dalla rivista internazionale "Archeologia Viva", una delle produzioni editoriali di maggior spessore pubblicate in Europa. Il riconoscimento è stato reso possibile anche grazie all'attenzione dimostrata verso fasce della popolazione più sensibili. A spiegare come è nato il percorso che garantisce a ciechi ed ipovedenti di fruire liberamente del museo è la direttrice. «La nostra realtà - spiega Rafanelli - fu scelta da Luciana Pericci, presidente dell'Unione italiana ciechi di Grosseto. Ci attivammo, in sinergia appunto con questa onlus, nel 2004. Il progetto è costato, tra l'altro, pochissime migliaia di euro, che abbiamo avuto tramite finanziamenti sia dalla Regione che dal Comune. La pedana per non vedenti l'acquistammo nel 2005 per 4.500 euro. Le mappe tattili le preparò un artigiano di Grosseto, in collaborazione con la Pericci». A distinguere il Museo di Vetulonia dagli altri sparsi in Italia è il fatto che gli oggetti che si possono toccare non sono copie. «Siamo la prima realtà in Italia a mettere a disposizione, grazie alla soprintendenza, oggetti originali - spiega la direttrice - reperti come pezzi di bronzo e vasi che possono essere manipolati dai non vedenti». Di recente il Museo ha introdotto le visite dirette alle tombe e alla Domus etrusca. Arriveranno poi, a breve, nuovi reperti originali ed eventi e mostre dedicate a ciechi ed ipovedenti. Una scommessa vinta dunque, quella del museo di Vetulonia, anche grazie al supporto di Luciana Pericci e di tutta la sezione grossetana dell'Unione italiana ciechi. Un contribuito fondamentale nella realizzazione e nel perfezionamento del percorso interno al museo. «Quello di Vetulonia - spiega la stessa Pericci - lo sentiamo il "nostro museo". Ci sono tavole in rilievo con impianti audio unici in Italia. Per non parlare delle pedane a terra e dei plastici. Il tutto è stato fatto seguendo nostri suggerimenti. L'associazione che presiedo ha anche donato una tavola con tutti i segni fonetici dell'alfabeto etrusco in rilievo». E il pensiero va a una visita speciale. «Qualche tempo fa - ricorda la presidente - venne in visita all'Isidoro Falchi un liceo di Bologna. C'era una ragazza non vedente: non scorderò mai l'emozione della fanciulla quando si rese conto che poteva provare le stesse sensazioni degli altri». E per non scontentare gli altri sensi, oggi l'appuntamento è con "La musica perduta degli Etruschi", concerto-conferenza con Cocco Cantini e la Rafanelli (ore 17.30, ingresso gratuito).
VETULONIA. Isidoro Falchi , archeologia da toccare In arrivo nuovi reperti per i ciechi
Il Museo archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia è una realtà museale unica in Italia che offre una libera fruizione agli spazi a ciechi ed ipovedenti. Il progetto, avviato nel 2004, è stato realizzato in collaborazione con l'Unione italiana ciechi di Grosseto e ha costato pochissime migliaia di euro. Il museo è stato reso accessibile grazie a una pedana per non vedenti e mappe tattili, e offre oggetti originali come pezzi di bronzo e vasi che possono essere manipolati dai non vedenti. Di recente, il museo ha introdotto le visite dirette alle tombe e alla Domus etrusca, e prevede nuovi eventi e mostre dedicate a ciechi ed ipovedenti.
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