Un parco miracolosamente incontaminato, con vista sul mare. Un'oasi sopravvissuta all'assedio del cemento abusivo, degli insediamenti selvaggi, del degrado dilagante. Giardini e percorsi fioriti, ritagliati geometricamente fra i quattro eleganti edifìci disegnati, nel tardo Settecento, da Ferdinando Fuga: la palazzina del mosaico, la cappella, la lavanderia, il nucleo detto delle montagne russe. Qui, nel cuore della macchia verde che avvolge la Favorita di Ercolano, la Regione Campania trasferirà la sua sede di rappresentanza ufficiale. Capi di stato, ministri, parlamentari, vip, delegazioni straniere potranno essere ricevuti in uno scenario vesuviano di sogno, nei saloni appena ripristinati della palazzina definita appunto del mosaico, fra gli stucchi, le decorazioni e gli arredi originali, magari sbarcando dal mare, nella visione suggestiva del golfo. Sarà una cornice prestigiosa di ricevimento, il fiore all'occhiello della Regione, la «Villa Pamphili» del governatore Antonio Bassolino e degli altri amministratori campani. Tutto pronto per stringere l'intesa con l'ente Ville Vesuviane, presieduto da Domenico Giorgiano. Alla Regione saranno concessi, in comodato d'uso, gli immobili del parco inferiore (cioè tutte le palazzine), i giardini e l'approdo borbonico, che sarà immediatamente ripristinato. Una svolta, per il recupero della gemma architettonica del Miglio d'oro: pur non pagando una lira di fitto, la Giunta di Bassolino garantirà le opere di restauro - e, soprattutto, di manutenzione - dell'intero complesso borbonico di Ercolano. «Dopo quasi trent'anni di battaglie, oggi possiamo sperare che la Favorita torni ali' antico splendore», sottolinea il parlamentare Pietro Lezzi, fondatore e presidente delle Ville Vesuviane dal 71 al '99. D'accordo anche Enrico Guglielmo, Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli. Grazie ai flussi finanziari della Regione, sarà possibile completare i restauri strutturali avviati negli ultimi anni. E partendo dalla Favorita, il discorso potrà essere allargato al capitolo complessivo del Miglio d'oro e delle 121 residenze storiche di San Giorgio, Ercolano, Portici, Torre del Greco, Torre Annunziata, in gran parte fatiscenti o abbandonate. Mancanza di fondi, contrasti burocratici, scarsa incisività politica nell'azione di recupero di un patrimonio architettonico di straordinario pregio, espressione del tardo barocco napoletano che, nonostante l'aggravarsi progressivo dei fenomeni di congestione urbana nell'area vesuviana, conserva ancora oggi il suo valore peculiare artistico. Le Ville, vale anche la pena di rilevare, si caratterizzano per la bellezza e la singolarità degli arredi ambientali, dei parchi e dei giardini che le circondano, per una fioritura di decorazioni che ancora oggi fanno del Miglio d'oro un'occasione di recupero stimolante come poche al mondo. Dopo il rilancio di Villa Campolieto (diventato ormai polo culturale e scientifico di valenza europea) emblematico è il caso della Favorita, restaurata soltanto in parte e costretta da almeno dieci anni ad ammuffire, aspettando inutilmente la data di una possibile riapertura alle visite del pubblico e alle attività di promozione culturale. L'ultima promessa solenne d'inaugurazione (prevista per il settembre dell'anno scorso) è stata ancora una volta bypassata, nel silenzio generale, senza la minima giustificazione. L'interesse della Regione dovrebbe consentire di recuperare almeno in parte il tempo perduto. L'inaugurazione del polo di rappresentanza, se l'approdo borbonico sarà ripristinato in tempo, potrebbe avvenire prima dell'estate. Per luglio, invece, è prevista la ripresa del tradizionale festival di prosa, nell'ambito delle manifestazioni estive promosse dall'ente Ville Vesuviane.
La Favorita diventa residenza della Regione
La Regione Campania ha deciso di trasferire la sua sede di rappresentanza ufficiale nella Villa Pamphili di Ercolano, una palazzina del tardo Settecento con giardini e percorsi fioriti. La villa, nota come la Favorita, è stata restaurata e sarà utilizzata per ricevere capi di stato, ministri e parlamentari. La Regione ha garantito le opere di restauro e manutenzione dell'intero complesso borbonico di Ercolano, compresi gli immobili del parco inferiore e l'approdo borbonico. Il recupero della villa è stato possibile grazie ai flussi finanziari della Regione. La villa sarà utilizzata anche per ospitare il tradizionale festival di prosa di luglio.
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