I CAPOLAVORI d'arte sacra del Museo Diocesano San Matteo di Salerno tornano a risplendere e a svelare la loro storia al grande pubblico. Grazie ad un nuovo allestimento tutti i tesori medioevali e rinascimentali custoditi nel museo storico salernitano trovano finalmente una giusta collocazione in quattro grandi sale al primo piano del palazzo di largo Plebiscito. Un progetto fortemente voluto dalla Soprintendenza per i Beni storicie artistici di Salerno ed Avellino diretta da Maura Picciau che insieme alla Curia, ha portato anche alla riapertura del museo chiuso dal 2007 (tutti i giorni 8.30-19, martedì chiuso, ingresso gratuito). Il nuovo percorso museale valorizza il ricco patrimonio della collezione diocesana. Uno dei pezzi da novanta è il ciclo di avori, databile tra l'XI e il XII secolo, che costituisce la più completa raccolta di tavolette eburnee del Medioevo cristiano esistente al mondo. Come pure la Croce detta di Roberto il Guiscardo - fondatore della Cattedrale di Salerno - , un manufatto in ottone, smalti e filigrana su supporto ligneo. La quadreria segna alcune delle tappe dello sviluppo della cultura figurativa meridionale, dalla tradizione orientale-bizantina agli influssi giotteschi, martiniani ed avignonesi, fino agli echi della cultura importata da artisti veneti, marchigiani e ferraresi. Per la pittura rinascimentale grande spazio è dedicato ad Andrea Sabatini, pittore salernitano del Cinquecento, allievo di Raffaello (Salerno, 1480- Gaeta, 1530), ben rappresentato con una serie di dipinti. Per l'occasione, dopo circa due secoli, sono tornati anche la tavola dell'"Adorazione dei Magi" e la lunetta con "Sant'Elena" realizzati per il Duomo di Salerno nella prima metà del Cinquecento, dal pittore detto anche "da Salerno". Un ritorno a casa, grazie ad un prestito temporaneo dal Museo di Capodimonte, che ci si augura diventi definitivo, concesso dalla Soprintendenza Speciale per il polo museale di Napoli, diretta da Fabrizio Vona. Le due opere erano state spostate a Napoli il 20 maggio 1811 per volontà del re Gioacchino Murat e già nel 1821 risultavano inserite nell'inventario di Capodimonte. Nella Cappella De' Vicari della cattedrale salernitana, in sostituzione delle preziose tavole, erano state collocate invece delle copie realizzate nel 1814 dal pittore Gioacchino Vitelli. La riapertura del Museo Diocesano prevede altre novità. A Pasqua, verranno riaperte le sale del Sei e Settecento ed un'area dedicata alle mostre temporanee, ma anche l'arrivo di un altro importante dipinto datato 1515, "La Natività", attribuito da sempre ad Andrea Sabatini. Il Ministero per i beni e le attività culturali, che lo ha acquistato di recente sul mercato antiquario, lo attribuisce però ad un altro pittore rinascimentale di scuola leonardesca, Cesare da Sesto, aprendo così un dibattito tra gli addetti ai lavori.
NAPOLI - Con i capolavori di Andrea Sabatini riapre il Museo Diocesano di Salerno
Il Museo Diocesano San Matteo di Salerno è stato riaperto al grande pubblico dopo due anni di chiusura. Il museo ha presentato un nuovo allestimento dei suoi capolavori d'arte sacra, con opere medioevali e rinascimentali in quattro sale al primo piano. Il progetto è stato voluto dalla Soprintendenza per i Beni storicie artistici di Salerno e diretto da Maura Picciau. La collezione diocesana è stata valorizzata con un nuovo percorso museale. Tra le opere esposte ci sono il ciclo di avori, la Croce di Roberto il Guiscardo e la quadreria rinascimentale.
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