PRIMA MOSTRA NEL 2015. Sulla «Grande Guerra» Con Trento e Trieste riunì infine tutta l'Italia MANCANO SEI MILIONI «Potrebbero essere trovati sui fondi europei gestiti dalla Regione» Il «Mastio» in via Cernaia diverrà il portale espositivo del «Polo della Cittadella». Valorizzerà le collezioni del Museo Nazionale d'Artiglieria, in collaborazione con il Museo Pietro Micca. Al piano terra narrerà la storia delle fortificazioni di Torino e l'evoluzione dei cannoni e delle tecnologie militari che le difesero. Al primo piano ospiterà anche la spettacolare multivisione che oggi racconta lo sviluppo della città nell'atrio di Palazzo Madama. Sarà trasferita al Mastio. Gli spazi liberati in piazza Castello potrebbero partecipare alla valorizzazione del vicino «Polo Reale», che lo Stato intende formare con i suoi musei. L'operazione dovrebbe concludersi entro il 2015, per accogliere al Mastio una grande mostra dedicata al centenario della prima guerra mondiale. Idee e progetti sono chiari. E' pronto anche uno «studio di fattibilità» concepito dal «Cesramp» e dall'associazione «Amici del Museo di Artiglieria», affiancati dagli architetti Luisella Italia e Massimo Venegoni. Il Comune lo proporrà alle autorità militari, per dargli comune attuazione. E' già stato sottoposto all'assessore Maurizio Braccialarghe e al sindaco Fassino. Ma è questione di soldi. Non ci sono tutti quelli necessari, anche se pianificati al centesimo. Per ora si fa conto solo dei 3 milioni e 434 mila euro che il Comune, proprietario del Mastio, ha stanziato per metterlo in sicurezza. Hanno impermeabilizzato i tetti, bonificato gli ambienti, costruito una nuova scala interna, resi accessibili il primo e il secondo piano. Costituiscono il primo lotto di lavori ancora in atto, diretti dall'architetto Rosalba Stura. Avrebbero dovuto finire il 28 marzo 2011. «Ma sono stati ritardati - spiega Stura - prima da scavi archeologici che hanno evidenziato antiche sepolture. Poi da varianti impreviste manifestatesi nel cantiere». Vale a dire? «Consolidamenti murari di strutture concepite a metà Cinquecento che risentivano del peso dei secoli». Tanto a fatto prorogare le opere, prima fino all'11 novembre scorso, poi fino alla prossima primavera. «Allora sarà pronto il Mastio - interviene Daniele Jallà, coordinatore dei servizi museali torinesi - ma il Museo di Artiglieria non potrà dirsi finito. Mancherà il riordino del padiglione eretto nel 1961. Qui sono previsti uffici e spazi espositivi, ma soprattutto gli impianti tecnici necessari anche al Mastio. I lavori richiedono altri 6 milioni di euro. Avrebbe dovuto metterli lo Stato, in conto ai festeggiamenti dell'unità italiana. Non si sono visti. Ma il Comune ha deciso lo stesso di fare la sua parte, per salvaguardare il Mastio da ulteriore deterioramento. La crisi economica, la difficoltà di trovare fondi, non devono farci rinunciare a una progettazione che sarà bene avere pronta al momento opportuno». Il «Polo della Cittadella» si inquadra in questa prospettiva? «Si vuole comporre un virtuoso sistema didattico, che illustrerà le storie evocate da Museo di Artiglieria e dal Pietro Micca. Il Mastio diverrà il centro d' interpretazione dell'antica Torino fortificata. Collegherà la storia della Cittadella a quella dell'artiglieria». Il progetto è organizzato in nove isole espositive, al piano terra. Racconteranno lo sviluppo urbano dal Cinquecento al 1893, per culminare in una spettacolare proiezione riassuntiva. Al primo piano del Mastio saranno collocate le collezioni di armi leggere e i modelli architettonici del Museo, «che manterrà - nota Jallà - i suoi depositi alla Caserma Amione in piazza Rivoli 4». I costi di un simile intervento «sono contenuti in 900 mila euro». Ci sono? «No, ma quanto manca potrebbe essere trovato nei fondi europei gestiti dalla Regione, se vorrà condividere un'idea strettamente fondata nella storia piemontese». L'idea Per un complesso senza pari europei Il «Museo Nazionale dell'Artiglieria» ospitato al Mastio della Cittadella e il «Pietro Micca» di via Guicciardini sono legati non solo dalla comune storia militare, ma anche da questioni amministrative. Il primo conserva collezioni del Ministero della Difesa in un edificio di proprietà civica. Il secondo viceversa ospita collezioni civiche in un edificio del demanio militare, proprietario anche delle Gallerie dove nel 1706 si immolò Pietro Micca. E' evidente un connubio che richiede sinergie, con reciproci vantaggi. Il «Polo della Cittadella», che potrebbe essere integrato anche dal fortilizio sotterraneo del «Pastiss», identificato in via Papacino e dai resti della grandiosa Cisterna della Cittadella in via Valfre, offrirebbe a Torino un richiamo turistico senza pari in Europa. Da anni le parti in causa lo riconoscono. Ma i reciproci segnali d' interesse per ora non hanno attratto tutte le risorse economiche necessarie.
TORINO - Un polo museale per rilanciare la rinata Cittadella. Al Mastio anche la "multivisione" di Palazzo Madama
Il Museo Nazionale d'Artiglieria di Torino, ospitato nel Mastio della Cittadella, sta subendo lavori di consolidamento e valorizzazione. Il Comune ha stanziato 3,434 milioni di euro per metterlo in sicurezza, ma i costi di un intervento più ampio sono stimati in 9 milioni di euro. Il progetto prevede la creazione di un polo didattico che unirà il Museo di Artiglieria e il Museo Pietro Micca, con la spettacolare multivisione che racconterà lo sviluppo della città. Il Polo della Cittadella potrebbe essere integrato anche dal fortilizio sotterraneo del Pastiss e dalla Cisterna della Cittadella.
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