Un Fontego dei Tedeschi aperto anche alla città, che possa ospitare negli spazi ad uso pubblico - come il "campiello" situato nella parte centrale del piano terra del complesso e altri locali, per una superficie di circa 200 metri quadri - manifestazioni ed eventi culturali che lo rendano davvero fruibile a tutti. E' la richiesta che arriva - dopo la firma dell'accordo tra Comune e Benetton su varianti e cambi di destinazioni d'uso del complesso cinquecentesco che ospiterà anche un centro commerciale - da diversi esponenti del Consiglio comunale, come il consigliere pd della Commissione Urbanistica Carlo Pagan e la presidente della Commissione Cultura Camilla Seibezzi. «E' anche per il gruppo Benetton un'occasione di integrazione con la città - sottolinea Pagan - e sarebbe importante che il Fontego diventasse davvero uno spazio dei veneziani, con la collaborazione dei proprietari. Lo diciamo con forza e fin da adesso perché purtroppo, in occasione della ristrutturazione del complesso del Ridotto, le cose non andarono così e gli impegni presi con l'Amministrazione dì rendere anche di uso pubblico quegli spazi sono rimasti solo verbali». Già nella convenzione è previsto che se verrà consentita la realizzazione di una sala eventi a livello della "copertura" del campiello, il Comune possa fruirne direttamente e gratuitamente per proprie iniziative istituzionali e organizzarvi eventi culturali per almeno 10 giorni l'anno. «Sarebbe importante - sottolinea ancora Pagan - che al Fontego potessero essere ospitate iniziative anche di altre istituzioni cittadine, oltre che del Comune, per farne uno spazio realmente vivo, in un punto centrale di Venezia». la convenzione prevede inoltre che se verrà anche realizzata la terrazza panoramica al posto del tetto progettata dall'architetto olandese Rem Koolhaas - e su cui avranno l'ultima parola la Soprintendenza e la Direzione regionale dei Beni Culturali - anche questo spazio dovrà essere ad accesso ed uso pubblico gratuito. E sulla realizzazione della discussa terrazza, pur senza dichiarazioni ufficiali, a Ca' Farsetti sono abbastanza tranquilli che la sua eventuale mancata realizzazione - per un eventuale no della Soprintendenza - non comporterebbe la restituzione dei 6 milioni di euro già avuti dal gruppo Benetton a titolo di indennizzo. Questa eventualità scatterebbe solo se fosse il Comune a non garantire le sue autorizzazioni nei tempi e nei modi previsti.