Meno fondi a rifugiati, beni culturali (tra i quali molte chiese e edifici religiosi da restaurare) e interventi contro la fame nel mondo. E quanto emerge dalla decisione del governo di concentrare la quota relativa all'otto per mille dell'Irpef destinata allo Stato su interventi della Protezione civile e esigenze delle carceri (si veda quanto anticipato su ItaliaOggi di ieri). Una decisione che ha sollevato la critica del centro Astalli, sede italiana del Jesuit Refugee Service, ong dei gesuiti che in tutto il mondo assiste i rifugiati. In una nota del 2 gennaio, la Presidenza del consiglio dei ministri spiegava che «dell'importo totale relativo all'otto per mille dell'Irpef a gestione statale per il 2011, pari inizialmente a circa 145 milioni di euro, più della metà del fondo (64 milioni di euro) è stato destinato alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi durante il precedente governo. I rimanenti 57 milioni sono stati destinati dall'attuale esecutivo alle esigenze dell'edilizia carceraria e per il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni. Se ne deduce che per gli altri progetti restano 24 milioni di euro. «Non sono stati toccati - concludeva la nota - i fondi del ministero per i beni culturali, né sono state tradite in alcun modo, né da questo né dal precedente governo, le attese degli italiani che hanno destinato la quota dell'8 per mille alle esigenze dello Stato: tali sono la Protezione civile e l'edilizia carceraria». Per capire quale genere di progetti, in particolare, verrà prevedibilmente messo a dieta, basta confrontare l'ultimo dpcm di «ripartizione della quota statale dell'otto per mille dell'Irpef», relativo all'anno 2009 (e afferente ai redditi del 2005 dichiarati nel 2006). Il centro Astalli, ad esempio, aveva ricevuto per il proprio lavoro di assistenza ai rifugiati 207.397,08 euro. E ora protesta: «Non si può non rilevare», si legge in una nota, «che ancora una volta queste risorse vengono impiegate del tutto arbitrariamente per esigenze che, anche se importanti, sono chiaramente diverse dalle finalità precisamente previste dalla legge». Nel 2009 figurava anche una voce per -rilevanze fame nel mondo. (68.150,48 euro alla onlus Enzo B. di Torino impegnata in Etiopia) e una consistente voce «rilevanze beni culturali». Sotto questo capitolo figuravano, tra l'altro, 1 milione e 309.294 euro per interventi di restauro e consolidamento della cattedrale dell'Assunta di Gravina di Puglia, 1 milione e 162.332 euro per il restauro degli affreschi e dei dipinti su tela e coro ligneo della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, 1 milione e 142.261 euro per interventi di consolidamento e restauro della cattedrale e della cripta di Cassano allo Ionio.
ROMA - Rifugiati e beni culturali restano a bocca asciutta. Solo le briciole: protezione civile ed emergenza detenuti hanno assorbito le risorse
Il governo ha deciso di concentrare la quota relativa all'otto per mille dell'Irpef destinata allo Stato su interventi della Protezione civile e esigenze delle carceri. Questa decisione ha sollevato la critica del centro Astalli, sede italiana del Jesuit Refugee Service, che assiste i rifugiati in tutto il mondo. Il governo ha destinato 64 milioni di euro alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi durante il precedente governo, e 57 milioni di euro alle esigenze dell'edilizia carceraria. I rimanenti 24 milioni di euro sono destinati a progetti diversi. Il centro Astalli ha ricevuto 207.
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